Sviluppo delle “terre ai margini” Seminario a Udine

25 Novembre 2018

UDINE. Raccogliere, sistematizzare e digitalizzare l’opera del sociologo Darko Bratina (1942-1997), uomo di cinema e senatore goriziano, è la finalità del progetto “Fiducia oltre il confine: Darko Bratina tra sociologia e cinema”, finanziato dalla Regione per valorizzare la figura e l’eredità intellettuale di questa figura di spicco della cultura regionale, nazionale e internazionale. Lead partner è l’associazione Kinoatelje di Gorizia, in collaborazione con le Università di Udine e di Trieste, l’Associazione Darko Bratina, l’Istituto di Ricerche Sloveno (Slori) e con il contributo scientifico dell’Istituto di Sociologia Internazionale di Gorizia (Isig).

Nell’ambito di questo progetto, “Cantiere Friuli” dell’Università di Udine (www.uniud.it/cantierefriuli) organizza per la sua sezione “In corso d’opera” il seminario in programma lunedì 26 novembre dalle 14.30 alla sala Gusmani di palazzo Antonini, in via Petracco a Udine, intitolato “Cultura e territorio: idee e risorse per lo sviluppo di terre ai margini”, che sarà introdotto da Mauro Pascolini, docente all’ateneo friulano e coordinatore di Cantiere Friuli, e da Davorin Devetak del Kinoatelje Gorizia. Alle 16, il saluto ufficiale del rettore dell’ateneo friulano Alberto De Toni.

A cementare la collaborazione tra “Oltre il Confine” e Cantiere Friuli è la volontà di proporre un confronto virtuoso e trasparente, utile anche a una revisione critica delle progettualità in essere, alla luce della recente istituzione del Cluster per la Cooperazione transfrontaliera. Ventuno comuni italiani del Friuli Venezia Giulia e quattro comuni sloveni della regione “Goriška” si sono uniti, infatti, per sostenere gli interessi comuni delle vallate transfrontaliere e per creare una strategia comune volta a migliorare le condizioni economiche e sociali, evitare lo spopolamento e favorire l’attrattività turistica.

Al centro del seminario, una discussione tra i rappresentanti delle realtà artistiche, ambientali, culturali e ricettive a cavallo del confine, dal Collio alle Valli del Natisone e all’area dell’Alto Isonzo, che sarà arricchita dagli interventi dei coordinatori del Cluster: per la parte italiana dal sindaco di Taipana Alan Cecutti e, per la parte slovena, dal direttore del Comune di Kobarid Simon Škvor, a nome del sindaco Robert Kavči. La proiezione, alle 14.45, del film “Langa che muore” di Giovanni Zanetti (fotografia di Livio Fusco, testo di Darko Bratina) che data agli anni 70 del secolo scorso, offrirà lo spunto per un discorso storico di valorizzazione del territorio e darà spazio, dalle 15.15, alle testimonianze. A cominciare da quella dell’autore, incaricato di ricerca al Ceris-Cnr di Torino e professore emerito di economia dell’Università di Torino, sul tema della collaborazione con Darko Bratina e delle sue attività torinesi a cavallo degli anni 60 e 70 prima del suo ritorno a Gorizia. Il documentario di Zanetti, dalla fotografia cruda, un po’ sgranata, è un documento quasi etnografico, sulla povertà della Langa di mezzo secolo fa.

A seguire, l’esperienza Sweet Mountains, proposta dall’Associazione Dislivelli oggi con altre realtà associative, che si farà portavoce di un interessantissimo modello di turismo sostenibile nelle valli del territorio montano del Piemonte e della Valle d’Aosta come lo sono anche alcune pratiche innovative nel territorio montano di casa nostra tra Friuli Venezia Giulia e Slovenia, che saranno presentate nella seconda sezione del seminario coordinata da Nicola Strizzolo, docente di Sociologia dei processi culturali e comunicativi dell’Università di Udine.

Joško Sirk, operatore turistico del Collio Goriziano (La Subida, Cormons) noto in regione per i suoi input fortemente innovativi nel campo dei servizi per l’accoglienza, dopo aver visto il film, ha subito accettato di dare il proprio apporto per il confronto tra alcuni profili ed esperienze “locali” particolarmente interessanti sui temi ispirati dall’esperienza piemontese. Il documentario su una Langa che non c’è più presenta un “grado zero” su cui ha agito in questi decenni il lavoro comune di rifugisti, guide alpine, gestori di B&B e altre strutture ricettive sostenibili, agricoltori, allevatori, produttori di formaggio, artigiani, ecomusei, parchi naturali.

Tra gli altri interventi in programma, quelli di Stefano Del Medico del Dipartimento pianificazione territoriale generale, città metropolitana di Roma 15, Donatella Ruttar per Stazione di Topolò, Maša Klavora, coordinatrice della “Fundacija Poti Miru” (Fondazione Sentiero della Pace) sul tema “L’eredità della prima guerra mondiale e il Sentiero della Pace come occasioni di sviluppo transfrontaliero”, Davorin Koren, responsabile per lo sviluppo sostenibile del Parco nazionale del Triglav (Slovenia). Conclusioni a cura di Mauro Pascolini e Davorin Devetak del Kinoatelje di Gorizia. Nel corso di tutto il seminario, sarà attivo il servizio di traduzione simultanea in lingua slovena. La sistemazione e la digitalizzazione dell’opera di Darko Bratina, delle sue pubblicazioni e dei contributi per l’audiovisivo, sarà accessibile sul sito web “darkobratina.net

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