Suono di Pan: viaggio tra riti antichi e nuove musiche

3 Agosto 2018

FORNI AVOLTRI. Sabato 4 agosto, alle 20.45, la Sala del Cinema di Forni Avoltri si animerà con un sapiente mix di musiche e suggestioni con la decima edizione del Suono di Pan, finanziata dalla Regione e inserita all’interno del ricco cartellone di Carniarmonie. Un progetto decennale costituito da seminari, laboratori e concerti in forma drammaturgica, il Suono di Pan è una riuscita iniziativa didattica sulla musica afroamericana e le sue origini africane sfociata nelle sue ultime edizioni in un vero e proprio music drama. “Il Suono di Pan n. 10” è infatti una nuova storia in musica, preceduta da una breve spiegazione del tema trattato a cura di Marco Maria Tosolini, autore e coordinatore del progetto.

Blue Mystic Band

Il Suono di Pan n. 10 – Antichi riti, nuove musiche, si traduce così in un concerto drammatico attraverso composizioni di grandissimi autori latini e afroamericani (solo un “bianco”!) che si sono espressi in vari stili: Robert Johnson, Screamin’ J. Hawkins, Freddy King, Eric Clapton, Billy Holiday, Miles Davis, Herbie Hancock, Jimi Hendrix, Maceo Parker, Stevie Wonder, Carlos Santana fra gli altri. Protagonista di questo concerto, Tosolini con la Blue Mystic Band assieme ad attori e voci recitanti con supporto di ricche video composizioni e suggestivi effetti speciali. Le video creazioni di Lorena Cantarut, Giacomo Foti e le musiche originali di Federico Màzzolo, permetteranno anche la comparsa di divinità invocate: queste si materializzeranno… sul palcoscenico?

Di sicuro “on stage” ci saranno pregevolissimi musicisti: Barbara Errico e Margherita Baggi, voce, Jimi Barbiani chitarra e voce, Marco Germini tastiere, Erik Tulissio batteria, André Araujo percussioni, Marco Maria Tosolini batteria, chitarra, keytar e Paolo Viezzi, basso elettrico e direzione musicale. Ospite il virtuoso altosassofonista croato Luka Vrbanec.

Gli Orisha sono divinità del Pantheon di una delle maggiori, ricche ed articolate culture religiose del continente africano. Si tratta di una religione animista e politeista nata in epoca assai remota. Corposi studi dimostrano la sorprendente similarità fra l’Olimpo dei greci e il Pantheon della cultura religiosa yoruba. Il tutto prende origine – secondo lo studioso Martin Bernal – dagli albori della civiltà egizia, all’epoca dell’antico regno, con faraoni molto scuri di pelle. Yoruba e un’altra dozzina di tribù-etnie sono state soggette alle deportazioni di schiavi verso le Americhe, iniziata ai primi del XVI secolo e proseguita fino alla prima metà del XIX, per un totale di almeno 10.000.000 di individui. L’unica cosa che questi sventurati hanno potuto portare con sé, sono stati i propri spiriti, le proprie divinità, i propri Orisha, custoditi gelosamente e disperatamente nelle loro anime, nelle loro memorie. L’attuale fenomeno della migrazione, invita in modo stringente ad una riflessione sulla necessità di conoscere aspetti storici, strutturali e profondi del sentire e del sapere di molte persone che cercano nuovi orizzonti per la sopravvivenza.

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