Sulle tracce del Pilacorte, un grande progetto di riscoperta

2 Agosto 2020

VITO D’ASIO. L’Associazione Antica Pieve d’Asio, nata nel 2018 con l’intento di valorizzare i beni culturali del proprio territorio quali simbolo identitario e fattore di crescita sociale, ha in programma una serie di iniziative dedicate a Giovanni Antonio Pilacorte, il più celebre degli scultori lombardi attivi in Friuli in epoca rinascimentale, promuovendone la migliore conoscenza e la valorizzazione dell’opera spesso dispersa e frammentata. L’occasione è data da una serie di nuovi ritrovamenti e dal restauro, appena concluso, dell’altare maggiore dell’antica Pieve di San Martino d’Asio (1525-1528), il più monumentale altare lapideo realizzato in Friuli, coincidenti con il cinquantenario della monografia sull’artista pubblicata nel 1970 da Giuseppe Bergamini per conto della Filologica friulana.

Lo studioso sarà infatti protagonista del convegno che si terrà a maggio 2021 in Palazzo Tadea, in collaborazione con il Comune di Spilimbergo, città dove Pilacorte si stabilì con la sua famiglia. Il convegno vedrà la partecipazione di vari esperti del settore, con lo scopo di fare il punto sulla sua opera alla luce degli ultimi rinvenimenti materiali e documentali, e nel contesto della lunga stagione dei maestri comacini attivi in Friuli già in epoca patriarcale, favoriti dall’avvento della Repubblica di Venezia. Una mostra fotografica, a carattere itinerante, presenterà inoltre le novità e le restituzioni di opere smembrate intorno alla produzione scultorea di Pilacorte e della sua scuola.

In vista di tale appuntamento, l’Associazione promuove una capillare azione di carattere didattico e divulgativo, attraverso il confronto diretto con le opere d’arte e il loro racconto nel contesto del paesaggio culturale di appartenenza. Si partirà con una serie di itinerari mirati per individuare e tracciare il “cammino”, passo per passo, del Pilacorte sul territorio friulano, documentandone e anche ricostruendone, se modificata, alterata o distrutta, l’opera, mappando un itinerario tematico in grado di restituire alla memoria e alla comune fruizione le sue opere lapidee e quelle della sua scuola. A questi si affiancheranno laboratori didattici con il coinvolgimento ampio di istituzioni scolastiche, museali, e delle associazioni e i comuni partner del progetto, tra cui l’ Ute dello Spilimberghese.

Si intende approfondire anche il tema delle cave della pedemontana occidentale (Travesio, Toppo, Meduno e Clauzetto) alle quali Pilacorte e molti altri scultori hanno attinto nei secoli, attraverso studi storici che permettano il recupero della memoria attraverso la raccolta e musealizzazione delle testimonianze orali e materiali. Contestualmente si approfondirà anche il tema delle prospettive economiche e le ricadute sul territorio legate alla lavorazione della pietra, continuando, come in passato, a proporre laboratori di ricostruzione dei muri a secco (patrimonio Unesco).

In particolare verranno organizzati alcuni itinerari alla scoperta delle opere del Pilacorte nel loro contesto architettonico e paesaggistico, spaziando in tutti i luoghi dove l’artista ha operato, dal Friuli occidentale, alla Carnia, fino alla Slovenia. Il primo, previsto per sabato 8 agosto, interesserà i comuni di Clauzetto e di Vito d’Asio, e avrà come fulcro la scoperta, in anteprima, dei sorprendenti risultati del restauro dell’altare maggiore della Pieve di San Martino d’Asio.

Il progetto è reso possibile grazie al finanziamento della Regione, di Friulovest banca, di Fondazione Friuli, e alla collaborazione di enti e associazioni partner (Diocesi di Concordia-Museo diocesano di arte sacra, Comuni di Clauzetto, Meduno, S. Giorgio della Richinvelda, Sequals, Spilimbergo, Vito d’Asio, Comitato San Floriano di Illegio, Associazione Il progetto, Parrocchie della pieve d’Asio).

email:anticapievedasio@gmail.com; Fb: associazione antica pieve d’asio web: www.anticapievedasio.it, www.itinerariculturalifvg.it; cell.: 377 983 7306.

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