Sulle orme della Grande Guerra fino al 6 gennaio

27 Novembre 2021

Oslavia (Foto Alessio Franconi)

AQUILEIA. Inaugurata lo scorso 21 ottobre a Palazzo Meizlik ad Aquileia, la mostra fotografica di Alessio Franconi, che ripercorre attraverso splendide immagini, i sentieri della Grande Guerra, allestita nell’ambito delle celebrazioni per il Centenario del Milite Ignoto, si potrà visitare fino al 6 gennaio 2022. Il reportage, giunto alla sua ventisettesima tappa espositiva ospita 70 scatti relativi ai fronti italo-austroungarico e dei Monti Carpazi suddivisi in due distinte sale tematiche. La mostra guida il visitatore verso una più profonda comprensione del valore della pace e dell’Unione Europea che da oltre 70 anni previene il crearsi di nuovi conflitti armati.

Gendarme (Foto Alessio Franconi)

“Questa rassegna fotografica nasce con lo scopo di ricordare le sofferenze di chi ha combattuto la Grande Guerra – ha sottolineato il Sindaco di Aquileia Emanuele Zorino – e di non dimenticare mai il costo del sacrificio umano. Una testimonianza reale di ciò che realmente ha significato vivere gli orrori e la disumanità dei combattimenti. Sono moltissime le realtà locali e non che hanno aderito a questa pregevole iniziativa a riprova della coesione e della vicinanza di tutti alle immense perdite causate dal Primo conflitto mondiale”. Per Alessio Franconi, autore del reportage fotografico: “È stato un insegnamento di vita, un percorso introspettivo verso una maggior comprensione del mondo contemporaneo; osservare dal vivo i luoghi della Grande Guerra è un’esperienza faticosa e dolorosa, dal momento in cui ancora si possono vedere le ossa sparse sui campi di battaglia”.

Il progetto di Alessio Franconi è il risultato di un lungo lavoro durato oltre cinque anni. L’autore si è recato lungo tutto l’arco alpino passando dalla Slovenia, dall’Italia e dall’Austria lungo quello che fu il fronte italo–austroungarico della Prima Guerra Mondiale, raggiungendo campi di battaglia a oltre 3.000 metri di quota. Nel 2017, con una lunga e delicata missione fotografica, ha attraversato i Monti Carpazi, per ricordare il dimenticato fronte orientale raggiungendo l’Ungheria, l’Ucraina, la Polonia, la Slovacchia e la Repubblica Ceca.

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