Storie di confini in due film al Cinema Sociale di Gemona

8 Aprile 2022

Cristian Natoli

GEMONA. Nonostante la storia abbia perpetuato l’idea del confine come luogo di conflitto, con quali tragiche conseguenze lo vediamo anche in questi giorni, esiste e resiste la visione di un presente e soprattutto di un futuro diverso e migliore in cui confine sta per convivenza, collaborazione, ricchezza, scambio. È in questa prospettiva che si pone “Viaggi al confine”, tour di proiezioni e incontri fra Italia e Slovenia, anche in vista di Gorizia-Nova Gorica Capitale Europea della Cultura 2025, promosso dall’associazione goriziana Young for Fun.

Su invito della Cineteca del Friuli, la prossima “fermata” sarà sabato 9 aprile a Gemona. Al Cinema Sociale, alle 18.30, si vedranno due pluripremiati documentari di Cristian Natoli, un vero e proprio dittico sul tema del confine: Áttörés – 20 anni dalla caduta del muro di Berlino, del 2010, e Allamhatar – passaggi di confine, del 2013. Il regista goriziano (autore anche del recente The Jungle, sulla rotta balcanica dei migranti) introdurrà la proiezione e coinvolgerà il pubblico nel dibattito a seguire.

Ingresso libero nel rispetto delle norme anti-Covid.

Áttörés racconta i cambiamenti intervenuti nelle zone limitrofe all’ex cortina di ferro con le immagini e le interviste realizzate da una troupe di cinque giovani partiti da Gorizia alla volta di Berlino per celebrare i vent’anni dalla caduta del Muro e assistere al discorso di Angela Merkel. Fra le testimonianze, anche quelle di esperti internazionali come i sociologi Vaclav Belohradsky e Martin Bùtora, l’ex guardia di confine Sándor Goyák e il direttore del Museo della Stasi Tobias Hollitzer. “Áttörés”, che in ungherese significa “sfondamento” e qui è da intendersi come “svolta”, è il nome della statua, che compare nel film, eretta per commemorare il picnic paneuropeo del 19 agosto 1989, evento simbolico che anticipò la fine della cortina di ferro con l’apertura concordata, per tre ore, del confine austro-ungherese nei pressi della città di Sopron.

Anche “Allamhatar” è un termine ungherese e sta per “linea confinaria di stato / confine”. La scritta compare in un cartello collocato nel punto in cui Slovacchia, Ungheria e Austria si incontrano. In questo secondo film, a viaggiare è una fotografa, nipote del sociologo e senatore goriziano, grande sostenitore dell’allargamento dell’Unione Europea, Darko Bratina (1942-1997), che propose la graduale unificazione amministrativa e infrastrutturale di Gorizia e Nova Gorica. La giovane ripercorre la storia della città divisa fra Italia e Slovenia e quella di Görlitz / Zgorzelec, fra Germania e Polonia, attraversando quindi altre realtà accomunate da una scissione geografica, culturale e sociale.

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