Speciale al Sociale di Gemona per i 10 dell’Archivio Cinema

5 Luglio 2018

La Barbera e Aonzo

GEMONA. I dieci anni dell’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia, inaugurato a Gemona nella primavera del 2008, si festeggiano venerdì 6 luglio con una serata cine-musicale al Cinema Teatro Sociale (via XX settembre 5) che chiude nel contempo le celebrazioni per i quarant’anni della Cineteca del Friuli.

L’appuntamento, alle 21, è con i più grandi comici di sempre, Charlie Chaplin e Buster Keaton, protagonisti rispettivamente di Charlot emigrante (The Immigrant, US 1917), scritto e diretto da Chaplin, e Il viso pallido (The Paleface, US 1922) di Buster Keaton e Eddie Cline. Ingresso libero.

Il film di Chaplin, ispirato anche alla sua personale esperienza di emigrante, pur essendo una commedia romantica (la protagonista femminile è Edna Purviance) affronta alcune delle problematiche connesse alla condizione dei migranti – dai pericoli e disagi del viaggio alla prima accoglienza non proprio cortese nel “Paese della libertà”, alla difficoltà di integrarsi in una nuova società – restando, dopo un secolo, sempre attuale.

Ad accompagnare dal vivo le avventure e disavventure di Charlot con una partitura da loro composta sono due musicisti noti a livello internazionale, il mandolinista savonese Carlo Aonzo e il chitarrista John T. La Barbera. Oltre a esibirsi sia come concertista sia come solista in tutto il mondo, Carlo Aonzo è direttore dell’Accademia Internazionale Italiana di Mandolino, dirige l’Orchestra a Pizzico dell’Accademia ed è un grande divulgatore della cultura mandolinistica italiana. Produttore, compositore, polistrumentista e concertista, John T. La Barbera è anche docente di musica ed è noto per le sue ricerche sulla musica popolare italiana e sullo sviluppo della musica italo-americana.

The Immigrant

Al termine della proiezione i due musicisti terranno la conferenza “Echi di Mulberry Street” (dal nome della strada nel cuore del quartiere newyorkese di Little Italy), sulla storia e l’editoria della musica italiana in America. Con esempi dal vivo arrangiati per mandolino e chitarra, Aonzo e La Barbera prenderanno in esame il vasto repertorio creato dagli immigrati italiani, che a milioni – e, fra loro, compositori, mandolinisti, cantanti, pianisti – approdarono negli Stati Uniti tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento.

Ad aprire la serata al Sociale saranno però degli orchestrali in erba, allievi dell’Istituto Comprensivo Centro Storico di Pordenone che, diretti dalla prof. Maria Luisa Sogaro, hanno rimusicato Il viso pallido nell’ambito dell’ormai ultradecennale progetto “A colpi di note”, sviluppato dalla stessa Sogaro in collaborazione con Cinemazero e che da tempo si è allargato ad altre scuole della zona.

Pale Face

Il “viso pallido” del titolo è naturalmente Buster Keaton, qui nei panni di un entomologo che mentre sta cercando di catturare qualche insetto da studiare si ritrova in un villaggio di Pellerossa. Gli Indiani prima vogliono ucciderlo, poi, in un succedersi di gag, finiscono per adorarlo come un semidio. Sebbene secondaria nell’economia del cortometraggio, genialmente comico, non manca una dose di critica sociale, con la presenza di avidi affaristi bianchi che non esitano a usare ogni mezzo per espropriare gli Indiani della loro terra. E se è vero che questi ultimi sono tratteggiati secondo gli stereotipi del tempo, è innegabile che le simpatie di Keaton vadano a loro in un’epoca in cui non era affatto scontato.

L’Archivio Cinema del Friuli Venezia Giulia, nella zona artigianale di Gemona, è fra le strutture più moderne in Europa per la salvaguardia dei film. Può contenere fino a centomila bobine e vi sono attualmente conservate, oltre alle collezioni della Cineteca del Friuli, i materiali filmici della Regione, della Mediateca del Veneto e di Cinemazero, per un totale di 23.000 titoli, di cui 1.500 di epoca muta. Fra questi, il più antico film sopravvissuto girato in regione, il breve documentario Cines del 1910 Grado e la laguna di Aquileja. All’interno dell’Archivio si trova da qualche anno anche il laboratorio digitale, dove da gennaio 2014 a oggi sono stati digitalizzati 215 titoli, di cui 57 filmati sulla Grande Guerra visionabili sul canale YouTube della Cineteca.

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