Sicilia e la guerra alla mafia nelle foto di Tony Gentile

8 Dicembre 2017

Capaci

PORCIA. Ci sono foto che diventano subito icone, di un’epoca, di un sentimento, di un ideale. Una di queste è l’ultima foto scattata a Falcone e Borsellino insieme, il 27 marzo 1992, sorridenti e quasi complici mentre si bisbigliano all’orecchio. Fu l’obiettivo di Tony Gentile a cogliere quel momento che li ritrae nella loro profonda umanità di due servitori dello Stato e della legalità, sicuramente consci dei pericoli cui andavano incontro, ma che non si aspettavano di diventare degli eroi. Oggi sono tali per noi, al sud come al nord, e lo sono per diverse generazioni: dai cittadini palermitani che la stamparono su migliaia di lenzuoli bianchi appesi alle loro finestre dopo Capaci e dopo via D’Amelio ai giovanissimi membri del Consiglio Comunale dei Ragazzi di Porcia, che hanno voluto intitolare la loro sede ai due giudici, suggellando la dedica con un mosaico riproducente la celebre foto commissionato alla Scuola mosaicisti di Spilimbergo, attualmente in lavorazione.

Palermo Via D’Amelio

Dallo stesso stimolo del Consiglio dei ragazzi, seguito dalla tutor Lucia Tomasi, responsabile del Servizio affari generali del Comune di Porcia, è partita l’idea di allestire una mostra che sotto il titolo “La guerra. Una storia siciliana” raccoglie una quarantina di scatti realizzati in Sicilia da Tony Gentile che, come sottolinea il curatore Giuseppe Prode, coniugano fotografia e memoria. La mostra è allestita per iniziativa di Comune di Porcia e Comune di Pordenone, grazie alla collaborazione dei rispettivi assessorati alla cultura retti da Roberto Calabretto e Pietro Tropeano, col sostegno della Regione, negli Spazi Espositivi di Corso Garibaldi a Pordenone dal 9 dicembre (inaugurazione alle 17) fino al 14 gennaio, con ingresso libero. Il fotografo sarà presente all’inaugurazione della mostra e farà dono al Consiglio Comunale dei Ragazzi di Porcia, della fotografia dei due giudici – Giovanni Falcone e Paolo Borsellino – da lui stesso stampata per l’occasione.

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