Si ripete l’escursione da Duino a San Giovanni in Tuba

24 Giugno 2020

TRIESTE. Domenica 28 giugno, per “Piacevolmente Carso”, la cooperativa Curiosi di natura propone una replica fuori calendario dell’escursione “leggera” a Duino, tra il bosco della Cernizza, il fiume Timavo e San Giovanni in Tuba. L’uscita, dalle 9.30 alle 13, sarà su un percorso parzialmente diverso di quello dei primi di giugno. Con la naturalista Barbara Bassi e la guida turistica Rina Anna Rusconi si passerà tra boschi, prati, cespugli di scotano, fino alle risorgive del Timavo e all’antica chiesa di San Giovanni in Tuba, in un itinerario ricco di presenze naturalistiche, storiche e con citazioni letterarie. Ritrovo alle 9.10 al Villaggio del Pescatore, al capolinea del bus n. 44. L’uscita, l’ultima della stagione primaverile, si terrà nel rispetto delle norme anti-Coronavirus. Al termine possibilità di degustazioni dai ristoratori di “Sapori del Carso”, con un buono sconto del 10%, distribuito ai partecipanti.

Altre informazioni sul sito www.curiosidinatura.it. E’ richiesta la prenotazione, alla mail curiosidinatura@gmail.com o al cellulare 340.5569374. Quote di partecipazione: interi 10 euro, 5 euro i minori di 14 anni, gratis i minori di 6 anni.

La passeggiata, con vari tratti ombreggiati, è paesaggisticamente molto varia: si passerà tra prati, con gli scotani dai frutti colorati e piumosi, panorami sul mare, e nella lecceta con un sottobosco di pungitopo. Si raggiungerà poi il Timavo, che dopo un tragitto sotterraneo esce in superficie con le sue suggestive risorgive, e dopo due chilometri sfocia in mare. Verranno tra l’altro ricordate le esplorazioni fatte per scoprire il corso sotterraneo di questo fiume, che ispirò miti, leggende e opere di poeti.

Si raggiungerà poi la chiesa di San Giovanni in Tuba: risalente al 1483, è un raro esempio in regione di stile gotico ogivale, edificata sopra una basilica paleocristiana. Sul Carso non c’è luogo più sacro e pieno di memorie del “FonsTimavi” che Strabone, “filosofo del territorio” al tempi dell’Imperatore Ottaviano Augusto, definì “sorgente e madre del mare”. Leggenda e storia qui si fondono in un paesaggio a tratti misterioso, nei cui pressi corre ancora a tratti la “Via Gemina”, che collegava Aquileia all’antica Tergeste.

Il percorso è quasi pianeggiante e per tutti, ma si consigliano scarpe con suola antiscivolo.

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