Si realizza a Lignano Pineta il mosaico allo Stabilimento 1

21 Giugno 2021

LIGNANO. Della durata di tre settimane il Simposio di Mosaico 2021 è occasione per turisti e lignanesi di conoscere da vicino come si realizza un’opera a mosaico. L’iniziativa promossa da Giorgio Ardito presidente della Società Lignano Pineta, in collaborazione con la Scuola Mosaicisti del Friuli, ha come risultato l’abbellimento del lungomare di Pineta intervallato dagli stabilimenti che danno accesso alla spiaggia. Proprio questi edifici, attraverso il Simposio, si contraddistinguono per un’opera d’arte che, assieme a numero e bandiera, aiutano ad orientarsi.

Iniziando la passeggiata dalla zona dell’ex colonia marina si vedrà il fondale animato immaginato dal pittore Gianni Borta per lo stabilimento balneare 7 (2016), i bagnanti di Luigi Del Sal al numero 5 (2018), le forme astratte di Giorgio Celiberti al bagno 4 (2017), il progetto urbano di Marcello d’Olivo allo stabilimento 3 (2019), le figure di cielo e mare nello spazio d’attesa sottostante la fine della passeggiata sopraelevata nello slargo del piazzale (2011-2012-2013) e al bagno 2 la sfera di Luciano Ceschia (2020). La scelta del mosaico garantisce certamente la conservazione nel tempo dell’intervento artistico, ma rappresenta anche una continuità con la tradizione musiva propria del Friuli Venezia Giulia che oggi, come ieri, ha nella Scuola Mosaicisti del Friuli il luogo di formazione per eccellenza. Nel passato dal Friuli occidentale emigravano mosaicisti e terrazzieri: grazie alla conoscenza di quei mestieri molti di loro fecero fortuna in giro per il mondo. Gli attuali allievi giungono alla Scuola Mosaicisti del Friuli da tutta Europa, ma anche dall’America e dall’Asia per trasformare un interesse in una professione. Biglietto da visita del nostro territorio, l’arte del mosaico, con i suoi colori e la sua capacità di vibrare alla luce, ben si sposa con l’atmosfera estiva e vacanziera della cittadina balneare.

È da lunedì 7 giugno che le mosaiciste del Corso di Perfezionamento della Scuola Mosaicisti del Friuli, prima Nina Biagi, Isabella Petrangeli e Beatrice Tagliapietra, poi Ilaria Caputi, Sabrina Kurdic e Viviana Mora Strohmenger, lavorano alla valorizzazione dello stabilimento numero 1, il più vicino alla zona del Kursaal. A colpi di martellina tagliano le tessere di smalto veneziano che posizionano sulla parete, opportunamente preparata, sotto gli occhi dei passanti invitati a provare e a contribuire così all’esecuzione dell’opera. Non si tratta solo di osservare un mosaico, ma di seguirne lo sviluppo, giorno per giorno, di vivere un’esperienza che si concluderà domenica 27 giugno, quando alle 11 il mosaico finito sarà ufficialmente inaugurato con il titolo Omaggio a Carlo Ciussi. Un altro richiamo dunque a un protagonista friulano dell’arte: le fasce a onde che hanno caratterizzato diversi dipinti e grafiche di Ciussi sono qui riproposte in base a un’opera da lui elaborata alla fine degli anni Novanta a Milano e adattata dalla art director Lucia Ardito. Le forme colorate si allungano e intrecciano sulla parete dello stabilimento attraversando il centrale numero 1 con un movimento e una vitalità che azzerano il loro rigore geometrico.

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