Si presentano i risultati dei recenti scavi a Budoia

21 Novembre 2019

BUDOIA. Venerdì prossimo 22 novembre alle 20.30, nella Sala Consiliare di Budoia, si terrà la presentazione dei risultati degli scavi archeologici e dei nuovi interessanti ritrovamenti emersi dal sito di epoca romana in località Ronzadèl a Budoia. Interverranno il dott. Gianfranco Valle, archeologo della ditta Semper s.a.s. di Padova, il dott. Roberto Micheli, Funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio Fvg, e il dott. Andrea Dadomo, geofisico della ditta Geoinvest s.r.l.

Gli scavi sono stati finanziati dal Comune di Budoia e dal Gruppo Archeologico Polcenigo (Gr.A.Po.) e condotti a fine estate dalla ditta Semper S.a.S. con il coordinamento del dott. Gianfranco Valle, grazie al supporto logistico del Gr.A.Po. e sotto la direzione scientifica del dott. Roberto Micheli, Funzionario archeologo della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia. Ulteriori indagini di verifica di quanto messo in luce in precedenza sono previste per l’anno prossimo, tra cui il completamento della prospezione geofisica del sito, finanziata dall’Ecomuseo Lis Aganis. l sito, già noto dagli anni ‘60 dello scorso secolo per la presenza di materiale di epoca romana, nel 2018 era stato oggetto di sondaggi di verifica per motivi di tutela archeologica, che hanno confermato come l’area sia effettivamente occupata da un sito archeologico esteso, con strutture murarie a livello di fondazione. A seguito degli esiti di questi sondaggi, si è deciso di allargare l’indagine in due punti identificati come di particolare interesse.

Questi approfondimenti hanno messo in luce alcune murature di un certo pregio pertinenti a due ambienti che, a una prima osservazione, risultano indipendenti uno dall’altro. Tutta l’area oggetto della ricerca archeologica risulta inoltre delimitata da un dosso realizzato con pietrame, che costituirebbe una sorta di recinzione con possibile valore difensivo. Definito inizialmente come un’unica villa rustica romana, il sito quindi, a seguito delle evidenze emerse, potrebbe essere suscettibile di diversa interpretazione. I materiali rinvenuti, pur non essendo abbondanti, sono di particolare rilevanza per indicare la presenza di più fasi edilizie lungo un ampio arco cronologico di frequentazione dell’area, identificabile fra I e III/IV sec. d.C.

Di particolare interesse risulta, in questa ultima campagna, il rinvenimento di parte di una statua di dimensioni minori del vero: una testa femminile, di buona resa stilistica, probabilmente di carattere votivo, che sarà oggetto di studio e approfondimento. Fra i materiali ritrovati negli anni precedenti nel corso di raccolte di superficie si segnalano diversi frammenti ceramici e di anfore, tessere di mosaico, alcune monete e in particolare due tegole che conservano sulla superficie una impronta di volpe e una di cane.

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