Scrivere una storia su come “ci si sente strani-eri”

29 Settembre 2016

UDINE. A tutti prima o poi capita (o è capitato) di sentirsi strani, diversi da chi ci circonda… Avete presente People are Strange, la canzone dei Doors? Nel testo si gioca tra il sentirsi strano/straniero, dove il sentirsi strano rimanda ad una condizione interiore e profonda, mentre il sentirsi straniero non è riferito ad una collocazione geografica ma piuttosto a una condizione sociale. Strano o straniero, la persona che prova queste sensazioni si sente (e vive) in una particolare condizione di vulnerabilità: ed ecco che “Quando sei strano/Nessuno ricorda il tuo nome” (When you’re strange/No one remembers your name), “I volti sembrano brutti quando sei da solo” (Faces look ugly when you’re alone), “Le donne sembrano malvage quando sei indesiderato” (Women seem wicked when you’re unwanted). Sembrano, ma non è detto che lo siano. Oppure, chissà, a volte a qualcuno può accadere l’opposto: sentirsi strani-eri porta sensazioni positive, vitali, e proprio il nostro essere differenti dalla “massa” ci fa stare bene, orgogliosi della nostra diversità. Ed ecco che essere stranieri assume il significato di guardare ciò che ci circonda come il viaggiatore guarda le cose nuove che scopre e incontra… con altri occhi.

Dobbiamo sempre tenere presente che noi siamo la nostra Storia. E per ognuno di noi la S è maiuscola. Ogni io è fatto di mattoncini di vita, insiemi e successioni di fatti, momenti, esperienze, aneddoti, situazioni, relazioni, eventi della nostra storia personale. Ogni io, ogni giorno, incontra altri io; ogni storia può incontrare e conoscerne un’altra, se c’è la voglia di raccontarla e di ascoltarla. Quando questo accade le distanze si accorciano, le relazioni si fanno umane, svanisce il pregiudizio. E allora perché non condividere uno dei nostri mattoncini? Perché non raccontarci di quella volta in cui ci siamo sentiti strani o stranieri in mezzo alla gente…

La proposta è di incrociare e condividere le vostre storie, scrivendo un testo che parli di voi, di quella volta in cui vi siete sentiti strani o stranieri: 2.500 battute al massimo (spazi inclusi) dal titolo “When you are strangeR”. Mandatelo via email al seguente indirizzo: strangerdisturbo@gmail.com. Avete tempo sino al 10 ottobre alle 18. Sarà costruito così un contenitore virtuale di storie e magari, chissà, un giorno si realizzerà una pubblicazione… Di certo alcuni testi potranno essere selezionati e letti (anche in forma anonima, se richiesto) da un attore teatrale sabato 15 ottobre alle 17.30 in Piazza Libertà a Udine, nell’ambito dell’iniziativa “Disturbo? Esseri umani – Essere umani”.

L’iniziativa “When you are strangeR” rientra nel più ampio programma di “Disturbo?”, manifestazione organizzata a Udine in occasione della Giornata mondiale della Salute mentale e proposta da Cooperativa sociale Itaca e Dsm Udine, in collaborazione con Cooperativa Duemilauno Agenzia Sociale, Cosm, Coop Noncello, Arci, Arci Hybrida, Carovana Artistica, Teatro della Sete, Ospiti in Arrivo, Porto dei Benandanti, Qudu Libri Bologna, Progetto Giovani Pozzuolo. Giunta alla seconda edizione, la rassegna quest’anno sarà incentrata su “Esseri umani – Essere umani”. Racconti, libri, teatro, poesia, musica, fotografia, per trovare “parole” nuove che raccontino il mondo della salute mentale e delle migrazioni, per contrastare i pregiudizi nei confronti del “diverso” e chiedere alla comunità di farsi aperta e inclusiva. Nella dicotomia Esseri umani – Essere umani vogliamo mettere in luce cosa ci fa tendere all’altro da noi con senso di appartenenza; e quali sono le spinte di socialità, giustizia, verità che portano gli esseri umani a essere umani all’interno della loro realtà.

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