San Vito Jazz si apre con un tributo ad Alan Lomax

3 Marzo 2016

SAN VITO AL TAGLIAMENTO. Inizia sabato 5 marzo alle 21, al Teatro Sociale Arrigoni, la decima edizione di San Vito Jazz, rassegna che si avvale della direzione artistica di Flavio Massarutto ed è organizzata dall’amministrazione comunale e dall’ERT. Anche quest’anno saranno tre gli appuntamenti in programma; il primo avrà per protagonista il polistrumentista Paolo Botti e la sua formazione La Fabbrica dei Botti che a San Vito presenterà The Lomax Tapes, un tributo all’etnomusicologo e intellettuale statunitense Alan Lomax. Oltre a Paolo Botti, che suonerà viola, dobro e banjo, La Fabbrica dei Botti è composta da Luca Calabrese (tromba), Dimitri Grechi Espinoza (sax alto), Edoardo Marraffa (sax tenore), Andrea Baronchelli (trombone), Tito Mangialajo Rantzer (contrabbasso, voce), Zeno De Rossi (batteria), cui si affianca, come special guest, la fisarmonicista Mariangela Tandoi.

La fabbrica dei botti

La fabbrica dei botti

Paolo Botti ha recuperato e arrangiato una selezione delle tante musiche registrate da Lomax in tutto il mondo: dalle prigioni del Sud degli Stati Uniti alle campagne italiane, dalle musiche di processione spagnole alle danze caraibiche. Un viaggio dove il folclore incontra l’improvvisazione rigenerandosi. “Sono arrivato al Jazz relativamente tardi – spiega Botti – essendo stato prima un grande appassionato di Blues, di folk americano, irlandese ed anche italiano… Quindi ripercorrere le tracce di Lomax è stato anche un modo per tornare sulle mie prime passioni musicali. L’arte non è mai priva di implicazioni politiche e sociali. Non mi considero un musicista ‘militante’ in senso stretto, ma cerco con il mio fare musica di dare una certa lettura del mondo di oggi. In effetti la scelta di occuparmi di Lomax non è stata legata solo a una ricorrenza ma ad un ideale musicale e culturale più ampio”.

Di Paolo Botti si possono ascoltare i lavori per l’etichetta Caligola con il Viola Trio, il Quartetto e il recente la Fabbrica dei Botti nonché lo straordinario e intenso omaggio in solitudine ad Albert Ayler Angels & ghosts. Il repertorio che sarà presentato a San Vito Jazz è stato al centro di un cd edito dalla rivista Musica Jazz l’anno scorso.

San Vito Jazz proseguirà nelle settimane successive con altri due appuntamenti: sabato 12 marzo l’anteprima assoluta di Ultramarine, il nuovo progetto del vulcanico sassofonista friulano Daniele D’Agaro; domenica 20 marzo con Yiddish Melodies in Jazz, progetto del sassofonista romano Gabriele Coen che accompagnerà il pubblico alla scoperta delle melodie ebraiche entrate a far parte del repertorio del jazz.

Negli spazi della Loggia Comunale è esposta la mostra fotografica Jazz Landscapes di Luca A. d’Agostino. La mostra è un racconto per immagini del jazz, attraverso dieci scatti – quante sono le edizioni della rassegna – selezionati tra i tanti che il grande fotografo friulano ha realizzato in oltre trent’anni di attività nel mondo dello spettacolo.

San Vito Jazz è organizzato con la collaborazione della Fondazione Luigi Bon, la ProSanVito, l’Accademia d’Archi Arrigoni e Rai Radio3. Per ulteriori informazioni contattare l’Ufficio IAT allo 0434.80251 o all’indirizzo iat.sanvitoaltagliamento@gmail.com, oppure l’Ufficio beni e attività culturali del Comune allo 0434.833295.

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