Sala gremita per togliere dall’oblio Bruna Sibille-Sizia

1 Dicembre 2019

UDINE. Grande successo di pubblico al teatro San Giorgio di Udine per la serata che l’Anpi di Udine ha dedicato a Bruna Sibille-Sizia a dieci anni dalla sua scomparsa, un evento organizzato in collaborazione con Kappa Vu Edizioni che ha visto la presentazione ufficiale del libro “Una voce carpita e sommersa” della ricercatrice e studiosa friulana Martina Delpiccolo pubblicato proprio in questi giorni.

Senza lasciarsi scoraggiare dal forte maltempo, la platea ha riempito la sala, regalando un colpo d’occhio che è più frequente trovare in occasione di un concerto musicale o di uno spettacolo teatrale. Un silenzio, fatto di interesse e attenzione, ha accompagnato il viaggio di parole, emozioni e immagini che ha permesso di restituire la luce a una figura femminile, poliedrica e di grande spessore, rimasta a lungo e inspiegabilmente dimenticata dalle discussioni culturali in Friuli Venezia Giulia. Partigiana, scrittrice, poetessa e giornalista, ma anche fotografa, pittrice, artigiana dei metalli preziosi, la tarcentina Bruna Sibille-Sizia (classe 1927) ha attraversato il Novecento e i primi anni del Nuovo Millennio portando attivamente il suo contributo alla vita politica e sociale della nostra terra con una ricchezza di sentimenti che fluisce vivida e con straordinaria intensità nelle sue opere sia scritte e sia affidate allo strumento figurativo (come testimoniato anche dal quadro dal titolo “Fucilazioni” esposto sul palco accanto al tavolo dei relatori).

Quanto i grandi avvenimenti storici siano intrecciati alle vicende del suo vissuto familiare e al suo sentire più intimo è emerso dalle parole di Martina Delpiccolo, che con minuzia e passione ha accompagnato gli spettatori nell’universo umano e intellettuale di Bruna Sibille-Sizia: dalla narrazione della Resistenza nel Diario 1943-45, ai romanzi “La terra impossibile”, “Avinis, paese senza peccato”, “Il fronte di fango”, “Un cane da catena” e “Un pugno di vento” fino a giungere al poemetto “Il Kosovaro”. La ricercatrice friulana ha, inoltre, evidenziato come Bruna Sibille-Sizia sia stata pioniera della narrativa femminile nel dopoguerra friulano e iniziatrice del filone letterario sull’occupazione cosacca in Friuli, su cui poi hanno scritto anche Carlo Sgorlon e Claudio Magris (prendendo da lei spunti e ispirazione), e autrice del primo romanzo sul terremoto del 1976.

A completare il ritratto di Bruna Sibille-Sizia sono stati Stefano Perulli, responsabile dell’archivio storico dell’Anpi di Udine che ha presentato una selezione di immagini tratte dal fondo fotografico Bruna Sibille-Sizia donato all’associazione dalla stessa autrice, e lo scrittore Angelo Floramo, che conobbe personalmente l’artista tarcentina. La forza della convinzioni che hanno segnato la staffetta partigiana, l’antifascista e la donna dall’indistruttibile struttura morale è stata evocata da Antonella Lestani, presidente della sezione Anpi “Città di Udine”, cui si è aggiunta la riflessione dell’editrice Alessandra Kersevan.

Dopo la serata di Udine, il libro “Una voce carpita e sommersa” sarà presentato da Martina Delpiccolo venerdì 13 dicembre a Tarcento, paese natale di Bruna Sibille-Sizia.

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