Ruins al castello di Duino

5 Luglio 2018

Nostros algos di Angela Alexander-LLoyd

DUINO. Le rovine hanno un’intrinseca ambivalenza, sono allo stesso tempo vittime e superstiti del tempo distruttore: “Le idee che le rovine suscitano in me sono grandiose. Tutto si annienta, tutto perisce, tutto passa. Soltanto il mondo resta. Soltanto il tempo dura […].”, scriveva Diderot, rappresentante di quel Settecento che ha colto più intimamente la poetica delle cose perdute.
Il Settecento in cui Piranesi con le sue stampe diffonde in tutta l’Europa le immagini delle rovine romane, viste come “proiezione figurativa del Sublime dove il piacere estetico è reso più intenso da una bellezza insidiata da presagi di morte” (Ottani Cavina).

Art Is Just My Past Time di Stelios Manganis

E’ la caducità della bellezza, l’impermanenza delle cose che ha sempre affascinato la mente umana e che attraverso l’iconografia della Vanitas cerca di prefigurare il terrore della morte, soprattutto in periodi di guerra. Questo stesso linguaggio riaffiora, attraverso media e forme diverse, nelle opere di artisti contemporanei che rielaborano così i lasciti dei conflitti che hanno flagellato l’ultimo secolo. Un secolo segnato da guerre che distrussero con forza anche ciò che sembrava dover sopravvivere all’incedere del tempo, cambiando inesorabilmente il mondo e i ritmi della vita.

L’incessante oscillare della lancetta d’orologio tra due punti fissi, fotografie sbiadite – ritratti di famiglia con i volti cancellati e abrasi-, vasi segnati da crepe, teschi, cenere e fiamme, impronte di ciò che eravamo: sono questi gli elementi che grazie al lavoro degli artisti (Boris Beja, Claudio Beorchia, Lorenzo Bordonaro, Silvia Cavallari, Cosima Montavoci, Angela Alexander-Lloyd, Stelios Manganis, Nathalie Vanheule) ci permettono di interrogarci sull’impermanenza, la fragilità e la decadenza, nella cornice suggestiva del Castello di Duino: alla grandezza e al lusso di questo castello, oggi museo, è infatti contrapposta la vista delle rovine del Castelvecchio che sorge sulla vicina rupe.

La mostra Ruins sarà visitabile al Castello di Duino, dal 6 luglio al 5 agosto, dalle 9.30 alle 17.30, informazioni sul biglietto su www.castellodiduino.it / 040 208120. L’inaugurazione con gli artisti si svolgerà venerdì 6 luglio, alle 11. Per questa occasione speciale, il biglietto di ingresso sarà offerto agli ospiti: dato il numero limitato di ingressi, la prenotazione è obbligatoria (scrivere a: info@iodeposito.org / www.bsidewar.org +39 375 5532009).

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