Ritorna Luci & Ombre sul Carso della Grande Guerra

5 Luglio 2021

FOGLIANO. Pronta la quindicesima edizione della rassegna estiva “Luci & Ombre sul Carso della Grande Guerra”. Un appuntamento ormai tradizionale all’interno del panorama culturale dell’intero Goriziano e non solo, in grado di richiamare appassionati, curiosi ed esperti dall’intero territorio regionale e dalla vicina Slovenia. A organizzarla la Pro Loco Fogliano Redipuglia, sodalizio attivo da almeno tre decadi nel racconto storico e nella promozione turistica del territorio, con un occhio particolare alla Grande Guerra grazie al filone “Sentieri di Pace”, riconosciuto a livello internazionale.

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Quattro gli appuntamenti ospitati nella storica cornice del Comprensorio Difensivo della Dolina dei Bersaglieri sul Monte Sei Busi a cavallo tra i comuni di Fogliano Redipuglia e Ronchi dei Legionari. In quattro giovedì, 8, 15, 22 e 29 luglio varie le proposte culturali ed enogastronomiche messe in campo dal sodalizio foglianino. Alle 18.30, novità assoluta, quattro presentazioni editoriali di volumi relativi al primo conflitto mondiale ma, a causa della pandemia, non ancora raccontati al pubblico. Quindi la possibilità di gustare alcune prelibatezze del Territorio grazie alla collaborazione con l’Azienda Agricola Gandin Marcellino di San Pier d’Isonzo e, alle 21.30, l’inizio degli spettacoli all’interno della Dolina dei Cinquecento. Ognuna delle tre doline presenti nel comprensorio avrà una sua funzione specifica: una dedicata all’enogastronomia, una alle presentazioni e una agli spettacoli.

Iniziando con ordine giovedì 8 luglio, nella dolina intermedia, Marco Mantini presenterà la sua guida “Andar per trincee da Tolmino a Caporetto”, Gaspari editore, introdotto dal giornalista Alex Pessotto del quotidiano “Il Piccolo”. Giovedì 15 luglio sarà la volta di Roberto Todero con “Ed ogni tanto qualche palla fischiava oltre le nostre teste”, diario di guerra di Domenico Pesaro recuperato da Todero e pubblicato nella collana Sentieri di Pace della Pro Loco Fogliano Redipuglia. Sarà raccontato assieme a Laura Blasich, giornalista del quotidiano “Il Piccolo”. Giovedì 22, poi, “La religione civile di un popolo” vedrà due degli autori, Paolo Gaspari e Mitja Juren dialogare assieme a Salvatore Ferrara, giornalista di Voce Isontina. La rassegna si chiuderà giovedì 29 luglio con “Torneremo forti e gloriosi”, diario di don Umberto Lazzari che sarà presentato da don Sigismondo Schiavone e Domenico Calesso, intervistati dal direttore di Voce Isontina, Mauro Ungaro. Tutte le presentazioni editoriali inizieranno alle 18.30.

Folto e interessante anche il ricco calendario degli spettacoli, in programma alle 21.30. La prima serata, l’8 luglio, ospiterà “Stracapirse, ovvero tu, che mm ‘ha ‘mparato a ddì”. Spettacolo ambientato nella Trieste appena annessa all’Italia e che racconta la storia d’amore tra Jole, una ragazza di Trieste, e Gennaro, un ufficialetto napoletano della sanità. Lui, figlio di un luminare della medicina partenopea, e lei, vispa ragazza di Cittavecchia, si incontrano, si piacciono, ma si comprendono sino a un certo punto. Cercano inutilmente, di “assestare” nel proprio contesto espressivo, termini che paiono familiari, ma generano insensatezza. La successione di gag ed equivoci, dei quali entrambi sono preda, è decorata da un mélange di musiche e canzoni popolari, triestine e napoletane. Testi di Luciano Santin, interpreti Marzia Postogna, Valentino Pagliei, e alla fisarmonica Aleksander Ipavec.

Quindi, il 15 luglio, una serata organizzata in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti Fvg e inserita all’interno della piattaforma Sigef per la formazione continua dei giornalisti: “La radio, voce di liberà”. L’appuntamento sarà moderato dal giornalista Luca Perrino. La serata intende analizzare alcuni aspetti particolari della comunicazione via radio. Partendo dall’esperienza della giornalista Barbara Costamagna di Radio Capodistria, l’incontro si propone di guardare a come le onde sonore possano travalicare i confini nazionali, i confini imposti da una pandemia o dalla distruzione di un terremoto, rendendo informazione e comunicazione fondamentali veicoli per informare e informarsi. La presenza dell’Associazione Italiana Radioamatori, sezione di Gorizia, aiuterà il confronto portando l’esempio di una comunicazione nata tra appassionati e giunta, ai nostri giorni, come vero e proprio ausilio alle istituzioni. Infine, una radio all’interno di uno scenario di guerra come Radio West Kosovo che sarà raccontata dall’allora direttore, il tenente colonnello Massimiliano Fioretti, e la sua attuale evoluzione con Radio Esercito, webradio delle Forze Armate italiane per la quale interverrà il direttore, il maggiore Alessandro Faraò.

Quindi il 22 luglio “Sotto la stessa croce – unter dem gleichen Kreuz”, di e con Giulio Fereico Janni, prodotto da Raumtraum, racconta le emozioni della divisa, gli odori del fronte, la semplicità dei combattenti e la loro arrendevolezza a una guerra di cui condividono sempre meno le ragioni. Si passa così dall’assaggiare il rancio a sentire la fame, dal notare la grandezza della Natura a dolersi della piccolezza dell’Uomo, dall’annusare l’olezzo dei cadaveri a ridere di quel riso amaro che rende la riflessione più intima. Lo spettacolo è anche l’occasione per ricordare il primo processo, che si è svolto a Pian delle Fugazze, in cui Piero Calamandrei, futuro membro dell’Assemblea Costituente, fece da avvocato. Un caso che mostra tutta la follia della guerra, e quanto la vita umana fosse ormai diventata una semplice merce di scambio o, peggio ancora, un mezzo di comunicazione, qualcosa da poter togliere con leggerezza, solo per “dare l’esempio” al resto della truppa. Il racconto è fatto di momenti di vita quotidiana in trincea, di ostilità create a tavolino e di fatali incontri tra le barricate opposte. Una guerra tra fratelli, dunque, quella combattuta sul fronte dolomitico, dove «Unter dem gleichen Kreuz!» – «Sotto la stessa croce!» urla l’ufficiale austriaco lasciandosi dietro i suoi “nemici”, dopo aver diviso con loro viveri e legna. Un urlo contro la guerra, a favore dell’ormai perduta umanità.

La rassegna si chiuderà il 29 luglio con “’99 Rico va alla guerra”, con Marco Artusi, Davide Peron, Roberto Dalla Vecchia e Carla Cavaliere per la regia di Marco Artusi. Protagonista è Rico, un ragazzo del ’99, che consegna il suo diario sulla Prima Guerra Mondiale, sfortunatamente richiamato all’avventura della Seconda, a sottolineare la continuità tra le due. E chi mai può, contro la stupefatta, incredula e subita chiamata al fronte di Rico, dire che la Storia è maestra di vita? L’opera vuole esaltare la semplicità incorrotta del protagonista, la sua purezza, quasi fanciullesca, nel confessare spaesamento e sgomento nell’essere chiamato a difendere la patria a 17 anni, il 17 febbraio 1917. Il 17 porta male. “Ostia… no un bel segno”, esclamerà Rico. Agli autori, e sommessamente a tutti, interessa cogliere nella sua autentica umanità, in un’occasione così drammatica, l’animo del protagonista. Vi si riscopre leggerezza, spaesamento, culto dell’amicizia, accoglimento del destino come si può subire un temporale estivo che devasta la tua terra, ma non si bestemmia mai la malasorte, vi è solo imprecazione (un “Ostia” che si ripete quasi liturgicamente).

Ad arricchire l’offerta anche alcune escursioni in bicicletta e a piedi. Nello specifico “Carso sotto le stelle in bike” nei giovedì 15 e 29 che consentirà di partire dal Monte San Michele e, dopo un’introduzione dell’Esperto Grande Guerra Elisa de Zan raggiungere la Dolina dei Bersaglieri accompagnati da Andrea Ferletic con alcune note storiche. Il tutto grazie al supporto dell’Associazione Bisiachinbici. Giovedì 22 luglio e venerdì 30 luglio, invece, assieme a Trieste Atletica saranno proposti due percorsi di Nordic Walking. Il 22 l’Anello delle Doline e il 30 “Poeti e soldati sotto la luna del San Michele”.

Presenti, come sempre, i rievocatori in uniforme d’epoca che accompagneranno i presenti tra i camminamenti al calar della notte prima degli spettacoli e durante le presentazioni. Alcuni Esperti Grande Guerra saranno, comunque, a disposizione dei presenti per alcune brevi visite e racconto degli eventi bellici che coinvolsero l’Altopiano di Doberdò durante la Grande Guerra.

La prenotazione è obbligatoria per tutti gli eventi, che si svolgeranno nel rispetto delle norme Covid, contattando la Pro Loco Fogliano Redipuglia al 3461761913, 0481489139 o via mail su info@prolocofoglianalledipuglia.it

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