Risurrezioni artistiche nella collettiva alla Galleria ARTime

17 Maggio 2021

Opere di Licia Bertin

UDINE. Prosegue la ripartenza della Galleria ARTtime di Udine con la collettiva “Risurrezioni artistiche”, sempre all’insegna della più totale sicurezza, seguendo tre semplici regole: mascherina obbligatoria, massimo 5 persone presenti all’interno contemporaneamente (ovviamente mantenendo la distanza di almeno un metro l’uno dall’altro), soluzione idroalcolica per l’igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori. La nuova mostra “Risurrezioni artistiche” – come suggerisce il titolo – trae ispirazione dal tema del ritorno alla vita, spunto essenziale per tutti in questo periodo e rimarrà aperta e visitabile fino a martedì 25 maggio. Espongono: Licia Bertin, Eleonora Brianese, Tino Brugnotto, Stefano Guadagnoli, Gilberto Sartori e Sara Stavla.

A chi non è capitato di interpretare i “volti” delle nuvole, le “immagini “ che producono al buio alberi e montagne? Licia Bertin è partita così (nell’ormai lontano 1998) come artista, trasferendo su tela, con i colori a olio, le sue visioni di una realtà percepita, sognata, simbolica. Solo nel 2002, le sue mostre con rappresentazioni di antichi manieri e armature, cavalli e nature magiche, è riuscita a trasferire le sue angosce, i suoi sogni, le sue visioni come se in una vita precedente avesse vissuto quell’epoca. Ma un artista evolve, come gli eventi della storia, ed ecco che cambiano i materiali (tempera) e i suoi sogni (oggetti e persone di tutti i giorni), ma ancora una volta dipinti in una maniera surreale, tanto da rendere la realtà non più riconoscibile e velata di mistero.

Opere di Eleonora Brianese

Eleonora Brianese attualmente risiede a Udine, dopo 8 anni sull’Isola di Murano, dove ha sviluppato la sua tecnica arricchendola del collage, con tridimensionalità a volte scultoree, nuove forme e materiali, spesso provenienti dall’arte della lavorazione del vetro. Dà particolare importanza oltre che alla pittura che esprime messaggi, alla comunicazione e scambio che avvengono mediante l’arte. La pittura come ponte, mezzo attraverso il quale non solo trasmettere la propria passione e tecnica, ma che può permettere di esprimersi al meglio collaborando tra artisti. Recentemente l’ars pictorica le ha dato l’opportunità di creare collegamenti anche tra realtà molto differenti come quelle dell’enologia e delle arti visive, espressa mediante la pittura di etichette e bottiglie di vino.

Tino Brugnotto è nato a Treviso nel 1954. Dai primi anni ’80 il pittore espone i suoi dipinti in mostre personali e collettive ottenendo consensi dagli addetti ai lavori, dalla critica e dalla gente comune. Vive e lavora a Padova, una città a cui si sente legato da un grande senso d’appartenenza e da lui profondamente amata. Padova, soggetto ricorrente nei quadri di Brugnotto, viene celebrata dall’artista che ripropone nella sua visione coloristica, con cromatismo fantasioso e leggero ricco di brillanti riverberi una metamorfosi surreale e onirica del reale che tuttavia conserva un’ordinata compostezza. Le sue opere si possono a tutti gli effetti considerare delle vedute attraverso una lente caleidoscopica e immaginaria caratterizzata da un intrigante ed originale eclettismo stilistico.

Opere di Gilberto Sartori

L’arte di Stefano Guadagnoli è spontanea e genuina, segue propri ideali estetici senza nulla concedere al superfluo o all’artificioso. I colori freddi dell’azzurro cielo disegnano una scenografia perfetta dove i suoi personaggi, i suoi paesaggi sembrano sospesi in una surreale espressione poetica. I suoi colori esprimono tutto l’amore per ciò che egli rappresenta e lo comunicano al fruitore parlando direttamente al suo cuore. I suoi personaggi sereni e luminosi diventano luoghi dell’anima, del ricordo spontaneo di ognuno di noi. Raccontano, grazie a giochi prospettici, uno spazio quasi irreale, dove le piazze diventano deserte e dove la passione dell’artista per il teatro le fanno sembrare delle vere e proprie scenografie dove lo spettatore diventa protagonista della scena.

Gilberto Sartori si può dire che abbia respirato arte sin dalla nascita, infatti il padre – pittore anch’egli – gli ha trasmesso la passione per la pittura, un sentimento innato che lo ha portato a conseguire il diploma all’Istituto d’Arte di Padova. Ha completato poi la sua formazione con i maestri Nardo, Bortoluzzi, Strazzabosco e Milani. I dipinti di Sartori derivano da emozioni percepite da realtà visive e trasformate in un gioco di cromatismi informali. Sono opere che raffigurano la quotidianità, ricordi che lo legano ad ambienti familiari, un paesaggio trasfigurato, creato e ottenuto per dare preziosità e importanza alle cose. Dipinti che sono un abbandonarsi a un equilibrio interiore, dove lo sguardo libero nei movimenti coglie la normalità delle cose e le trasforma sulla tela.

Opere di Sara Stavla

Sara Stavla nel suo percorso di ricerca pittorica ha seguito l’insegnamento di maestri quali Bortoluzzi, Galuppo, Manoleva e Kramer. L’artista ha partecipato di recente a varie esposizioni, sia personali che collettive, tra esse spiccano la personale del 2019 “Geologia dell’Interiore” nella Galleria Città di Padova o “Tentazione del Colore” alla Sommer Akademie di Bohlen (Germania) e nel 2018 “Sequenzen” alla Galerie der Sozialkasse des Baugewerbes a Berlino. Nei suoi dipinti l’artista desidera mettere in evidenza un tema che l’ha sempre affascinata: l’esplorazione lungo i confini del concreto e del visionario. L’intento è quello di interpretare la trasmutazione della materia che si separa e si riunisce, come il razionale e l’irrazionale nell’essere umano.

La mostra sarà visitabile fino al 25 maggio nella Galleria ARTtime di Vicolo Pulesi 6 a Udine con il seguente orario: lunedì dalle 15:30 alle 19 e dal martedì al sabato dalle 9 alle 12:30 e dalle 15:30 alle 19. Ricordando ancora le regole in principio menzionate: mascherina obbligatoria, massimo 5 visitatori presenti contemporaneamente all’interno, soluzione idroalcolica per l’igienizzazione delle mani a disposizione dei visitatori.

Ingresso libero.

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