Ricordo di Marko Redelonghi

14 Febbraio 2017

UDINE. Secondo appuntamento del ciclo “Incontri cultura​li in Anpi” che si terrà ​giovedì 1​6 febbraio alle 20.30 ​nella sede dell’Anpi di Udine, nell’ex caserma Osoppo in via Brigata Re, 29. Saranno proposte letture sceniche ispirate alla vita di Marko Redelonghi, eroe partigiano​. Le letture, in italiano e in sloveno, saranno a cura della sezione Anpi Valli del Natisone-VZPI Nediške doline​, mentre Alessandra Kersevan​ e Giancarlo Velliscig ​eseguiranno alcuni brani di accompagnamento allo spettacolo.

Marko Redelonghi era nato a Pulfero nel 1912 e morì nel 1944 sui monti nei pressi del paese di Robedišce (attualmente in Slovenia). Antifascista della prima ora, fin dal 1942 aveva preso a collaborare con i resistenti sloveni, sino a quando, scoperto dalla polizia del regime, fu arrestato e mandato per punizione in Calabria nei “Battaglioni speciali”. Quando con l’armistizio quei reparti furono sciolti, Redelonghi tornò in Friuli e si aggregò alle formazioni partigiane slovene. Per il coraggio e lo spirito di iniziativa dimostrati, nel gennaio del 1944 fu nominato comandante del 2° Battaglione sloveno-italiano della formazione “Brisko-Beneski” operativa sul Collio, che il 12 e il 13 marzo fu protagonista di un sanguinoso attacco all’aeroporto militare tedesco a Primulacco in Comune di Povoletto, che si concluse con la distruzione delle piste e di alcuni aerei da combattimento germanici.

Contro di lui ci fu una vera e propria caccia al’uomo da parte dei nazifascisti, i quali saccheggiarono il paese natio di Marko, Zapatocco in Comune di Pulfero, dopo aver intimato inutilmente alla popolazione di svelare dove si rifugiava. Il padre Bernardo fu fucilato nella piazza del paese dai nazifascisti, i quali torturarono ferocemente anche il fratello. Ferito in un successivo scontro con i nazifascisti nei pressi di Caporetto, Redelonghi fu ricoverato all’ospedale che i partigiani avevano allestito a Tolmino. Quando la struttura sanitaria fu accerchiata dai nazisti, il comandante della “Brisko-Beneski” guidò i partigiani che vi erano ricoverati in una estrema difesa, che si concluse con i massacro di tutti i ricoverati. Redelonghi si sottrasse alla resa, sparandosi alla testa l’ultimo colpo rimastogli nella pistola per non cadere in mano al nemico. Nel 1951 fu proclamato dal Presidente della Jugoslavia Tito “Eroe popolare della nazione”.

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