Ricordando Philippe Daverio

2 Settembre 2020

Philippe Daverio avrebbe dovuto partecipare a pordenonelegge

PORDENONE / UDINE. «Philippe Daverio era un uomo intelligentissimo, di vasta ed erudita cultura, e un divulgatore di rara capacità comunicativa»: questo il ricordo, nella mattinata in cui è stata resa nota la scomparsa del grande critico d’arte, dei curatori di pordenonelegge Gian Mario Villalta, Alberto Garlini e Valentina Gasparet. A pordenonelegge Philippe Daverio era atteso per la 21^ edizione ai nastri di partenza: domenica 20 settembre avrebbe dovuto conversare dei temi legati al suo ultimo saggio, “La mia Europa a piccoli passi”.

«Ricordiamo soprattutto un uomo che si divertiva in quello che faceva – scrivono ancora i curatori di pordenonelegge – e che riusciva a illuminare qualunque momento con il dono della battuta arguta e della provocazione intelligente. Passare qualche minuto con lui era come correre sull’ottovolante: tra citazioni raffinate, vivaci analisi della contemporaneità e la sensazione di un’umanità ricca e sagace. Ci mancherà moltissimo».
A Pordenonelegge Philippe Daverio era stato ospite nel 2012 in dialogo con Dominique Aris, per un incontro dedicato alle “Architetture della cultura”, e sempre per un progetto di Fondazione Pordenonelegge era stato protagonista, nel 2019, di un dialogo con lo scrittore Gian Mario Villalta dedicato al racconto del paesaggio del Conegliano Valdobbiadene.

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“Aveva ancora molto da dire Philippe Daverio alla critica e al grande pubblico che lo amava, e penso anche a chi fa cultura da ruoli di amministrazione. Inconfondibile la sua capacità di raccontare i luoghi, la storia e la società attraverso le espressioni dell’arte”. E’ il ricordo che la senatrice Tatjana Rojc (Pd) dedica allo storico dell’arte Philippe Daverio, scomparso nella notte a Milano.

“Uomo di culture plurime – continua la senatrice – ha saputo farsi incuriosire anche dalla peculiarità del nostro Nordest, dove ricordiamo il successo dei suoi interventi pubblici dal Friuli a Trieste: ogni sua lectio magistralis era un evento che raccoglieva una larga attenzione trasversale. Ma aveva saputo apprezzare e partecipare anche a iniziative particolari promosse da intellettuali della comunità slovena”. Per Rojc “in Daverio il divulgatore elegante e il conoscitore profondo erano fusi con un’armonia quasi rinascimentale”.

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