Resurrezione (Mahler) è il concerto di Pasqua al GdU

22 Marzo 2016

UDINE. Morte e rinascita, caducità terrena e sublimazione nell’eternità sono il punto di partenza e di arrivo della maestosa Sinfonia n. 2 in do minore di Gustav Mahler, autentico capolavoro del compositore più rappresentativo della cultura mitteleuropea in programma al Teatro Nuovo Giovanni da Udine mercoledì 23 marzo con inizio alle 20,45. Un appuntamento di alto valore simbolico, che si colloca alla vigilia delle celebrazioni della Santa Pasqua e che porterà sul palcoscenico friulano un imponente complesso sinfonico-corale di 229 elementi, riuniti per l’occasione in un felice sodalizio musicale “senza confini”: l’Orchestra Filarmonica Slovena, il Coro Filarmonico Sloveno e il Coro del Friuli Venezia Giulia, cui faranno da contrappunto le splendide voci soliste di Sabina Cvilak (soprano) e Nuška Drašček Rojko (mezzosoprano). A condurre sul podio la monumentale “Resurrezione” sarà Uroš Lajovic, direttore d’orchestra fra i più apprezzati del panorama internazionale la cui prestigiosa carriera è stata coronata da numerosi riconoscimenti.

Slovenian_Philharmonic_foto_Darja Stravs_lowFrutto di un intenso lavoro creativo che impegnò Gustav Mahler per oltre sei anni (dal 1888 al 1894) con una fitta sequenza di rimaneggiamenti, integrazioni e aggiustamenti, la Seconda Sinfonia è nota per l’estrema complessità esecutiva, tecnica ed interpretativa dei suoi cinque movimenti caratterizzati da un susseguirsi di forti contrasti emotivi e da un’enorme quantità di riferimenti e citazioni. Complessità che dunque non tocca soltanto le proporzioni e l’organico – la “Resurrezione” richiede infatti la presenza di un imponente complesso di fiati, ottoni e percussioni, oltre a un coro di notevoli dimensioni – ma che è anche nel suo stesso filo conduttore, quel tema epico-salvifico che è, anche, la chiave di volta delle successive sinfonie mahleriane. Di qui certamente tutta la forza e la potenza dirompente della composizione, amatissima dal pubblico fin dalla sua prima esecuzione avvenuta nel dicembre 1895 a Berlino con la conduzione dello stesso Mahler.

La “Resurrezione” è opera molto attesa al Giovanni da Udine, dove è stata eseguita per la prima volta nel 2005. Un ritorno quindi che colma un’assenza dal palcoscenico friulano durata oltre un decennio e che, come sottolinea il direttore artistico Marco Feruglio, “rappresenta una novità anche rispetto alla nostra tradizionale proposta concertistica pre-pasquale, solitamente orientata al repertorio sacro barocco. La “Resurrezione” non è infatti un brano del repertorio sacro e si può intendere sia in senso cristiano, come percorso dell’uomo verso la salvezza e la vita eterna, che in senso laico, come cammino di rinnovamento e rinascita: un tema quindi molto attuale e soprattutto universale che il nostro pubblico saprà certamente apprezzare”.

Opera complessa, si diceva, per la difficoltà di esecuzione e che proprio per questo è stata affidata a compagini di grande spessore artistico: “Era da tempo che desideravamo inserire la Seconda Sinfonia di Mahler nel nostro programma – spiega Marco Feruglio -. Ora ciò si è reso possibile grazie alla disponibilità di un’orchestra prestigiosa come la Filarmonica Slovena specializzata proprio nell’esecuzione del repertorio mahleriano e del direttore Lajovic, sensibile interprete riconosciuto a livello internazionale della musica tardo romantica. Se poi si aggiunge la presenza del magnifico Coro Filarmonico Sloveno e del Coro del Friuli Venezia Giulia, una vera eccellenza del nostro territorio, penso ci siano tutti gli elementi per rendere questo concerto una appuntamento di grandi emozioni”.

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