Recupero architettonico dopo il sisma: mostra a Malnisio

14 Luglio 2016

MONTEREALE. Sono le 21.06 del 6 maggio 1976: la terra trema e il Friuli cambia per sempre. Eppure rimane orgogliosamente lo stesso. Dopo il devastante terremoto inizia un percorso di rinascita unico ed esemplare, che ha visto l’impegno congiunto di persone e istituzioni nel ricostruire un’identità distrutta. La mostra “L’identità di un paesaggio. La memoria della ricostruzione”, che verrà inaugurata alla presenza delle autorità venerdì 15 luglio alle ore 18 al Geo Centre Immaginario Geografico di Malnisio (Montereale Valcellina), racconta questa particolare esperienza, straordinaria ma poco conosciuta, ricca di insegnamenti ancora attuali, invitando a una riflessione sull’efficacia dell’intervento normativo e sull’opera di recupero realizzata dopo il terremoto del 1976.

Guardando le mappe

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Si tratta della prima tappa di una mostra concepita per essere itinerante, organizzata dal Servizio Catalogazione, formazione e ricerca dell’ERPAC (Ente Regionale per il Patrimonio Culturale del Friuli Venezia Giulia) e dall’Associazione Comuni Terremotati e Sindaci della Ricostruzione del Friuli, in collaborazione con l’Immaginario Scientifico e il Comune di Montereale Valcellina. La mostra, che resterà all’Immaginario Geografico fino al 15 agosto, è parte della rassegna MEMORIE. Arte, immagini e parole del terremoto in Friuli, organizzata dalla Regione e dalla Soprintendenza Belle arti e paesaggio del Friuli Venezia Giulia ospitata a Villa Manin di Passariano dal 24 aprile al 3 luglio in occasione del quarantesimo anniversario del terremoto in Friuli.

In Friuli, la Regione riconobbe con grande lungimiranza il valore “di recuperare e valorizzare, attraverso la corretta esecuzione delle opere di riparazione e di restauro, i principali valori ambientali, storici, culturali ed etnici connessi con l’architettura locale”: la legge regionale n. 30 del 1977, una delle fondamentali norme sulla ricostruzione, con l’articolo 8 consentì di recuperare il patrimonio architettonico spontaneo che rischiava di essere perduto. Dettagli architettonici, tecniche, materiali e modalità costruttive sono parte integrante di un territorio, specchio ed espressione di un modo di concepire la natura, la famiglia, la vita quotidiana. L’articolo 8 ha significato la volontà di salvare le testimonianze di un’architettura fortemente connessa al territorio. I comuni interessati dagli interventi ex art. 8 sono stati 108 e gli edifici recuperati 1.659: attraverso questi elementi ritrovati, riconosciamo ora nel paesaggio i caratteri di un’identità friulana orgogliosamente salvata, ricostruita, rispettata.

L’esposizione all’Immaginario Geografico affronta questo particolare aspetto del post-terremoto attraverso pannelli esplicativi, video per viaggiare attraverso lo straordinario e diversificato paesaggio del Friuli terremotato, touch screen per approfondire, comune per comune, i dettagli sull’entità dei danni, sul numero di abitanti, sugli interventi effettuati grazie all’articolo 8. L’Immaginario Geografico, che si trova all’interno dell’ex latteria di Malnisio, rappresenta un ambiente ideale per questa mostra, in quanto di per sé invita alla scoperta dell’ambiente e delle tradizioni locali: è infatti caratterizzato da gigantesche ortofoto ad alta definizione della zona di Malnisio, della Valcellina e della regione Friuli Venezia Giulia, sulle quali si può camminare con comode pantofole, esplorando le caratteristiche del territorio.

La mostra, che è ad ingresso libero, rimarrà aperta fino al 15 agosto 2016, da martedì a venerdì dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00, sabato e domenica dalle 10.00 alle 18.00. Lunedì 15 agosto ci sarà un’apertura speciale, dalle 10.00 alle 18.00. Saranno disponibili visite guidate ogni sabato, martedì 19 e 26 luglio e lunedì 15 agosto, alle 11.00. A corredo dell’esposizione saranno organizzati laboratori per famiglie, gratuiti ma su prenotazione, il 7 e il 14 agosto. Adulti e bambini avranno occasione di fare un viaggio sulle ortofoto, attraverso le zone interessate dal terremoto, identificando le abitazioni spontanee che hanno permesso di mantenere vivo il rapporto fra uomo e ambiente.

Dopo la tappa di Malnisio, la mostra verrà ospitata in autunno nei centri dell’Immaginario Scientifico di Tavagnacco, Pordenone e Trieste. Per informazioni: 0427 518169, www.immaginarioscientifico.it

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