Quando Zara fu cancellata…

28 Maggio 2014

UDINE. La città italiana di Zara è stata ricordata a Udine lo scorso 17 maggio all’Auditorium Zanon, in occasione del 70.mo anniversario dell’inizio dei bombardamenti nella seconda guerra mondiale. Oggi quella città di 24 mila abitanti non c’è più. Erano italiani l’83 per cento di loro. È stata distrutta dai bombardamenti aerei degli angloamericani, sotto la regia delle truppe di Tito nel 1943-1944. Il regime jugoslavo voleva cancellarla dalla storia. E così fu. Per tale motivo, lo scrittore Enzo Bettiza la definì “La Dresda dell’Adriatico”. I morti furono circa duemila. L’esodo degli italiani fu quasi totale. Molti di loro ripararono proprio a Udine e in Friuli Venezia Giulia, come Silvio Cattalini, storico presidente del Comitato Provinciale dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia (Anvgd).

Ricordo di ZaraIl memoriale di Zara si è aperto col saluto di Cattalini e di Sergio Brcic, che hanno presentato il libro “Memorie – Zara 1937-1944” dell’autrice Emilia Calestani, stampato nel 1979 e da loro rivisto, in seconda edizione nel 2013, a cura dell’Anvgd di Udine. L’attrice Titti Bisutti ha letto con intensità alcuni brani del volume.

Tra le varie autorità presenti: Furio Honsell, sindaco di Udine, che era accompagnato da Federico Pirone, assessore comunale alla Cultura, e Fabrizio Pitton, presidente del Consiglio provinciale. Nel corso dell’incontro, al prefetto Provvidenza Delfina Raimondo è stato fatto dono, da parte del presidente dell’Anvgd Udine, di un fazzoletto azzurro, ideato da Ottavio Missoni, raffigurante tre leoni di Venezia, che è il simbolo di Zara. Il prefetto ha rilevato che «essere qui oggi è un piacere per condividere le esperienze dell’amico Cattalini e per senso di amicizia. La memoria è un dovere fondamentale, bisogna tenerlo sempre alto per non perpetrare le disgrazie del passato».

Anna Maria Zilli, dirigente scolastico dell’Istituto “Bonaldo Stringher”, presente in sala con una delegazione di tre classi di studenti, ha ricordato «l’importanza di comunicare i fatti storici del territorio agli allievi, come accade, in collaborazione con la Fondazione Crup, col Laboratorio di Storia del nostro Istituto, che da anni si dedica alla questione dell’esodo istriano dalmata». Ampi elogi all’iniziativa sono stati fatti pure da Renata Capria D’Aronco, presidente del Club Unesco di Udine.

E’ stato quindi presentato un originale video su Zara, di venti minuti, per mostrare la distruzione di 2.500 anni di vita, ma anche la città croata di Zadar oggi, con i suoi 75 mila abitanti. Infine si è esibito in un concerto di musica zaratina il coro femminile “Multifariam” di Ruda, diretto dal Maestro Gianna Visintin, con la solista Elisabetta Spinelli.

Elio Varutti

La foto è di Fulvio Pregnolato.

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