Psichiatria oggi: Franco Rotelli e Rosy Bindi a confronto

8 Giugno 2021

Franco Rotelli

TRIESTE. Non è la semplice presentazione di un libro, ma un colloquio fra due figure che rappresentano insieme memoria storica e spirito critico sulla situazione della salute mentale da un osservatorio privilegiato e autorevole. Così si prospetta l’incontro online di presentazione del volume “Quale Psichiatria? Taccuino e appunti” di Franco Rotelli, pubblicato da Collana 180 di Edizioni alphabeta Verlag, che ospita, insieme all’autore, Rosy Bindi, con l’introduzione di Peppe Dell’Acqua, direttore di Collana 180. Per partecipare all’incontro è consigliata l’iscrizione a Zoom (link: http://bit.ly/presentazionequalepsichiatria). In alternativa l’incontro si può seguire in diretta dalle Pagine Facenook di @collana180 e @edizionialphabeta. I posti su Zoom sono limitati: solo chi accederà alla presentazione nella stanza di Zoom potrà porre a voce delle domande ai relatori. Il confronto di Bindi e Rotelli toccherà decenni di percorsi storici fondamentali e nervi tuttora molto scoperti in ambito di salute mentale.

Rosy Bindi è stata Ministro della Sanità dal 1996 al 2000 e Ministro per le Politiche per la Famiglia dal 2006 al 2008; è stata Vicepresidente della Camera dei Deputati dal 2008 al 2013, Presidente del Partito Democratico dal 2009 al 2013 e Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia dal 2013 al 2018: da Ministro della Sanità ha avuto molto a cuore la salute mentale.

“Mi auguro che la data del 31 dicembre ponga la parola fine a una stagione della psichiatria consentendo di aprirne finalmente un’altra. Credo che, progressivamente, tale data abbia finito per assumere non solo il significato della dismissione degli ospedali psichiatrici ma anche quello di una rinnovata attenzione nei confronti della salute mentale […] Indico quelle che a me sembrano essere le cose più importanti. Innanzitutto, porre al centro l’integrazione socio-sanitaria […] perché rappresenta la normalità della risposta dei servizi. Creare, poi, nell’integrazione socio-sanitaria, una forte integrazione tra ospedale e territorio, con particolare attenzione all’assistenza domiciliare, ai servizi di emergenza e alla riabilitazione […]”.

Così Rosy Bindi, allora Ministro della Sanità, alla XII Commissione Affari Sociali del 17 dicembre 1996, nell’ambito di un’indagine conoscitiva sulla chiusura degli ospedali psichiatrici. A questo avvio seguiva un lungo lavoro che ha stimolato le Regioni e ha imposto a esse un controllo accurato affinché la chiusura degli ospedali psichiatrici fosse reale e non un “trasferimento” puramente amministrativo delle persone da una struttura a un’altra. L’iter ha portato anche al successivo progetto-obiettivo Tutela della salute mentale» (1998-2000) che ha regolamentato le competenze organizzative e i compiti dei Dipartimenti di Salute Mentale riorganizzando sistematicamente i servizi deputati all’assistenza psichiatrica e costruendo una rete di servizi in grado di fornire un intervento integrato e continuativo.

Quale Psichiatria? Taccuino e lezioni di Franco Rotelli (che l’autore e Rosy Bindi commenteranno insieme) è composto da 22 saggi, scritti tra il 1967 e il 2018 e pone al centro della riflessione il concetto di libertà come “pensare altro”. La fine dell’istituzione manicomiale, di cui Rotelli è stato massimo fautore e interprete insieme a Franco Basaglia, diventa un passaggio imprescindibile nel superamento di un approccio semplicistico al disagio mentale basato sulla violenza e sull’esclusione sociale. Il principio ispiratore della radicale ristrutturazione dei servizi di salute mentale, secondo il modello realizzato a Trieste, consiste soprattutto in un’assunzione di responsabilità non solo nella pratica clinica, ma nei confronti dell’intera comunità. Un principio, dunque, essenzialmente “politico”.

Franco Rotelli (1942) è stato uno dei protagonisti della riforma psichiatrica in Italia e uno dei principali collaboratori di Franco Basaglia. Dal 1979 al 1995 ha ricoperto la carica di direttore dell’Ospedale psichiatrico di San Giovanni e poi, con il suo superamento, del sistema dei servizi psichiatrici della provincia di Trieste. Ha svolto poi l’incarico di direttore generale dell’Azienda sanitaria di Aversa (Caserta 2), e poi dell’Azienda Sanitaria di Trieste ed è stato presidente della Commissione Sanità e Politiche sociali della Regione Fvg. Per la Collana 180 ha curato il volume L’istituzione inventata. Almanacco Trieste 1971-2010 (2016).

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