Prosegue il ciclo di incontri all’Ute su L’offensiva di carta

1 Marzo 2017

UDINE. Nell’Aula Magna dell’Università della terza Età “Paolo Naliato” di Udine, alla presenza del Presidente dell’UTE Maria Letizia Burtulo e dell’Assessore alla cultura del Comune di Udine Federico Pirone, si è aperto il ciclo di incontri organizzato con la collaborazione del Comune di Udine sugli avvenimenti che hanno caratterizzato l’anno forse più strategico della Grande Guerra, il 1917. L’assessore Pirone ha ricordato il ruolo della città di Udine come capitale mondiale della guerra, mentre Luca Giuliani, che è intervenuto sul tema “L’offensiva di carta. La propaganda in Italia durante la Guerra”, ha spiegato come proprio durante la Prima Guerra Mondiale si sia sviluppato il primo esempio di propaganda a livello industriale e su scala mondiale, che ha coinvolto tutti i Paesi, inclusi quelli più lontani (come ad esempio America e Australia)

Luca Giuliani è il curatore della omonima mostra che sarà inaugurata al Castello di Udine il prossimo 31 marzo, e che dà conto in modo organico della guerra combattuta accanto a quella drammaticamente impastata a fango e sangue: una guerra parallela, non meno decisiva, fatta di parole e soprattutto di immagini attinte da un patrimonio unico al mondo, la collezione Luxardo. La collezione, patrimonio dei Civici Musei Udinesi, rappresenta molto di quanto si produsse negli anni del conflitto su tutti i fronti e in tutte le lingue. Vi compaiono le pubblicazioni ufficiali, strumenti di propaganda dei vari Governi e Comandi; ma anche e soprattutto ciò che nelle trincee, con l’uso del ciclostile, producevano coloro che quel conflitto lo vivevano e subivano in prima linea.

Il ciclo proseguirà con altri sei incontri che si svolgeranno di venerdì alle 17, e precisamente il 3, il 10, il 17 e il 31 marzo, il 21 e il 28 aprile. Sono anche previste due uscite: la prima per visitare la mostra in Castello, l’altra con la guida del dott. Marco Pascoli per visitare il museo della Grande Guerra di Ragogna, le fortificazioni del Monte di Ragogna e l’ossario germanico incompiuto di Pinzano.

Condividi questo articolo!