Promessi Sposi… digitali Il Manzoni non è una “pizza”

21 Febbraio 2018

SACILE. “I promessi sposi” sono noiosi? In teatro, poi, roba da “vecchi”… Ma chi l’ha detto? Proviamo a pensare se “Quel ramo del lago di Como”, forse l’incipit più famoso della letteratura mondiale, potesse essere twittato, o whatsappato, insomma “socializzato” da un pubblico di under 18 che spesso solo al pensiero di aprire quel libro (meraviglioso) ha i sudori freddi… Ebbene, ci ha pensato l’attore e regista Luciano Roman (nel suo prestigioso curriculum Strehler, Ronconi, Castri) con il suo “I promessi sposi siamo noi”, “Reading teatrale 2.0” che unisce tradizione, tecnologia e social network. Ed è stato subito un successo: nel 2017 al teatro Parioli di Roma, al teatro della Tosse di Genova, nella sala Fontana di Milano, a Lecco in occasione delle Giornate manzoniane. Dal 5 al 10 marzo approderà nel tempio del teatro in Italia, il Piccolo di Milano e dal 22 al 28 febbraio sarà in Friuli, in diversi teatri della provincia di Pordenone, a cominciare da Sacile.

Luciano Roman in una classe

Tutt’altro che noiose le “peripezie” di Renzo e Lucia, dunque, purché si trovi la strada giusta per catturare l’attenzione degli studenti – appunto attraverso gli strumenti che sono per loro quotidiani, come Skype, WhatsApp e lo streaming – sul primo grande romanzo italiano che la maggior parte di loro considera una “pizza” noiosa e illeggibile. Quel romanzo che ha visto elaborazioni e rielaborazioni e che il reading vuole presentare ai ragazzi come un’interessante narrazione.

A proporlo in una chiave che è stata capace di intercettare il cambiamento, ci ha pensato lo storico progetto di educazione teatrale “Adotta uno spettacolo” curato dall’associazione Thesis di Pordenone che, con il sostegno di Friulovest Banca, lo porterà in diversi teatri della provincia di Pordenone – dove per la prima volta non si dovrà spegnere il telefonino ma soltanto abbassare il volume della suoneria! – coinvolgendo ben 1.500 studenti degli istituti scolastici superiori della provincia e contando anche sulla collaborazione dei Comuni di Sacile, San Vito, Maniago.

“I Promessi sposi siamo noi” sarà giovedì 22 febbraio alle 11 al Teatro Ruffo di Sacile, venerdì 22 alle 11 nell’auditorium Zotti di San Vito al Tagliamento, lunedì 26 febbraio e martedì 27 febbraio alle 9.30 e alle 11.15 nel teatro Vendramini di Pordenone, mercoledì 28 febbraio alle 11 nel teatro Verdi di Maniago, dove con una formula rivisitata sarà anche proposto a tutti alla sera, alle 20.45

Cosa accadrà sul palco? Luciano Roman (che nei mesi scorsi ha incontrato studenti e insegnanti in classe per prepararli e coinvolgerli), leggerà integralmente un capitolo diverso in ogni teatro, interpretando ogni personaggio, preceduto da un collegamento via Skype con Giuseppe Langella, esperto in studi manzoniani, docente all’Università Cattolica, che introdurrà ogni appuntamento. La lettura di Roman sarà interrotta dal WhatsAppQuiz, gioco di velocità a premi che prevede di rispondere alle domande che compaiono sullo schermo e dalle improvvisazioni sul palco che coinvolgeranno alcuni ragazzi nella recitazione. Alla fine spazio ai lavori creativi (video, disegni, poesie, musiche, sketch, drammatizzazioni, ecc.) prodotti dagli studenti prendendo spunto proprio dal grande romanzo): i migliori saranno premiati da Friulovest Banca.

Luciano Roman, attore e regista, si è formato alla Accademia dei Filodrammatici a Milano. Ha svolto la professione di attore con i più grandi registi teatrali italiani tra i quali Giorgio Strehler, Luca Ronconi, Luigi Squarzina, Massimo Castri, Egisto Marcucci. Ha recitato, tra l’altro, nell’applauditissimo Le baruffe chiozzotte di Goldoni per la regia di Strehler del 1992, Amoretto di Schnitzler per la regia di Massimo Castri, Il candelaio di Giordano Bruno per la regia di Luca Ronconi, Il bugiardo di Goldoni regia di Bosetti. In televisione ha partecipato a numerosi telefilm e soap opera tra i quali Vivere come protagonista e Cento Vetrine. E’ stato inoltre testimonial in diversi spot pubblicitari tra i quali quello di The Infrè.

Giuseppe Langella, professore ordinario di Letteratura italiana moderna e contemporanea alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, insegna nelle sedi di Milano e di Brescia. Dirige il Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita” ed è Coordinatore della Commissione Didattica per Lettere Moderne. Studioso di Manzoni e di Svevo, ha perlustrato altresì ampie zone della poesia, della prosa e della cultura militante dall’età del Risorgimento agli anni Duemila. È coordinatore nazionale della “Mod per la Scuola”, tiene corsi di “Didattica della letteratura italiana” e svolge da parecchi anni attività di formazione e aggiornamento degli insegnanti. Il suo interesse per la didattica della letteratura è culminato nella stesura, insieme ad alcuni colleghi (Paolo Gresti, Uberto Motta e Pierantonio Frare), di un apprezzato manuale ad uso dei trienni delle superiori, intitolato Letteratura.it – Storia e testi della letteratura italiana.

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