Il primo SAFest si è concluso con l’esibizione a Cividale

30 Luglio 2016

UDINE. Al termine delle dense e ricche giornate di lavoro comune a Udine, gli allievi attori delle accademie partecipanti alla prima edizione di SAFest – Summer Academy Festival hanno messo in scena per le via di Cividale, durante il Mittelfest, una performance itinerante dal titolo “Il sapore della terra – The Earth’s Taste”. La regia dello spettacolo era di Claudio de Maglio, direttore della Civica Accademia d’Arte Drammatica “Nico Pepe”, con la collaborazione di Andrea Collavino e dei docenti delle accademie ospiti a SAFest.

IMG_5693Gli allievi hanno dato il via alla performance itinerante partendo da Piazza Diacono ed è stata subito festa. Scortati dal folto pubblico, hanno sfilato lungo corso Giuseppe Mazzini accompagnati dai tamburi e dai piatti suonati da Roberto Lugli e dalla sua band. Prime tappe lungo via Mazzini e sul sagrato del Duomo dove un manipolo di Zanni invitava il pubblico a soffermarsi su scene e movimenti coreografici. Molto intensa la traversata del Ponte del Diavolo dove gli spettatori hanno camminato facendo attenzione a non calpestare gli attori distesi a faccia in giù a braccia aperte, ciascuno a raccontare una storia sulla terra: una performance che rimandava ad atmosfere drammatiche e che preludeva alla tappa centrale, presso la chiesa di S. Maria dei Battuti, dove ogni scuola ha presentato il proprio elaborato sul tema della terra.

Hanno inaugurato la performance collettiva gli allievi russi, i quali hanno dato vita ad uno spettacolo fenomenico dall’atmosfera gioiosa basato sul connubio tra interpretazione e canti e musiche in lingua russa comunicando attraverso il ritmo delle parole e del suono i contenuti legati al tema della terra da loro rielaborato. Gli allievi bulgari hanno presentato una pantomima dedicata al mito più importante dell’umanità: la creazione del mondo. Basato su un antico testo Veda, attraverso i corpi dei giovani allievi, lo spettacolo ha visto in azione i tre poteri più importanti dell’universo: creatività, conservazione e distruzione.

FullSizeRender 2Gli allievi della Nico Pepe hanno privilegiato, invece, la narrazione nella quale il vissuto e le esperienze di ognuno hanno ricomposto un mosaico di vite scandite da un ritmo incalzante fatto di gestualità, modulazioni di voce e movimenti in gruppo. Legato alla terra, che era anche presente come materiale di scena, il lavoro portato dagli allievi della scuola Dimitri dalla Svizzera ha offerto, attraverso una gestualità raffinata che fa parte della pedagogia della scuola di teatro svizzera, un gioco di relazioni che fanno riflettere sul rapporto tra vita e morte. Suggestivo e di grande intensità, il racconto proposto dagli allievi svizzeri affronta il tema della terra come elemento di morte e di rinascita: una società utopica è quella che emerge dal palco, dove viene ancora coltivato il rispetto per gli anziani.

Ultima scuola di teatro a esibirsi infine, quella polacca, i cui allievi hanno offerto una pièce ispirata a “Parades” di Jon Potocki. Partendo dalle regole dell’arte, quattro coppie di allievi hanno lavorato sulla stessa scena, dimostrando infine che i modi per raccontare la stessa storia possono essere infiniti. Nel farlo hanno toccato diverse corde espressive che oscillavano dal comico al surreale, sostenuti da una tecnica e da un ritmo interpretativo frenetico, dove l’italiano e il polacco venivano utilizzati con la stessa disinvolta freschezza, facendo grande presa sul pubblico che ha applaudito calorosamente tutte le cinque pièce.

safestUn rito dall’alto valore simbolico ha coronato la mattinata e l’intera esperienza della Summer Academy. Un albero è stato piantato a simboleggiare il percorso creativo condiviso e da adesso affonda le sue radici nella terra portata dalla Svizzera, dalla Bulgaria, dalla Polonia, dalla Russia e dall’Italia. La cerimonia è stata conclusa dalla performance canora del coro formato da gli oltre sessanta allievi partecipanti che, sotto la guida di Marco Toller, hanno dato vita ad una magistrale esecuzione di “Lux Aurunque” del compositore statunitense Erie Whitacre.

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