Prima la visita al museo poi la ‘serata menestrelli’

3 Agosto 2022

AQUILEIA. Il viaggio nel Medioevo attraverso le suggestioni e il fascino delle note di altri tempi prosegue per Musica Cortese – La porta del sogno. Venerdì 5 agosto, “Il futuro dei menestrelli. Gli antichi musicisti di professione” è il titolo dell’appuntamento al Museo Archeologico nazionale di Aquileia. La serata includerà vari momenti: alle 18.30 sarà possibile fare una visita gratuita del museo, mentre alle 20.30 ci sarà la prolusione “Il mito del Medioevo: l’invenzione del popolo”, a cura di Riccardo Drusi, professore dell’Università Ca’Foscari di Venezia.

Seguirà l’esibizione del Centotrecento Ensemble, formato da Renato Scarpellini (danza), Elisabetta Benfenati (pizzichi), Marco Ferrari (flauti e ance), Fabio Tricomi (viella, violino, marranzano e percussioni). Concerti ed eventi collaterali della rassegna promossa da Dramsam – Centro Giuliano di Musica antica sono tutti a ingresso gratuito, con prenotazione consigliata scrivendo a dramsamcgma@gmail.com

Musico, poeta, attore, saltimbanco: le sfaccettature del giullare si manifestano nella vita pubblica, come elemento multiforme e incontrollabile, capace di creare racconti in cui le leggi sacre vengono sovvertite. Il folle ha il diritto di parlare e il potere di diffondere verità occulte, da divinare e interpretare. Ben si spiega la condanna della Chiesa di Roma verso il teatro e le forme di rappresentazioni pagane, con le discriminazioni che colpiscono i giullari, impedendone di fatto l’integrazione in un ambiente urbano e relegandoli perciò ai margini della vita sociale.

Il poeta si guadagna l’appoggio dei nobili grazie alla sua arte e il giullare ne è l’interprete, cantando canzoni. Risulta chiara quindi la discendenza mai interrotta dal mondo pagano, dal teatro allegorico antico e dalla più tarda Commedia dell’arte. I musicisti che affollano la pittura europea dal medioevo fino all’inizio del ‘500 erano genericamente chiamati Menestrelli; questa categoria era divisa tra “Menetrier”, specialisti degli strumenti a corda e “Piffari”, specialisti per gli strumenti a fiato, tutti insieme partecipi dell’attività principale rappresentata dal “sonar per il ballo”. Il loro repertorio musicale più antico è andato perduto poiché sostanzialmente di tradizione orale. Oggi sono molteplici gli studi che ne individuano le tracce: li possiamo ancora ascoltare nei “taraf” rumeni/ungheresi, e in tutta la musica tradizionale urbana dell’Europa dell’est.

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