Il Presepio dei Cramârs: sulle orme dei venditori carnici

3 Gennaio 2017

RAVASCLETTO. Fa tappa in Boemia, Moravia e Slesia (oggi Repubblica Ceca), il tradizionale viaggio natalizio attraverso l’Europa percorsa dai commercianti carnici dell’Età moderna, proposto dal “Presepio dei Cramârs / Die Krämerkrippe”, allestito a Ravascletto fino a domenica 8 gennaio. La Pro loco di Ravascletto, Salârs e Zovello, per l’esposizione realizzata nella chiesa dello Spirito Santo (aperta ogni giorno dalle 9 alle 18 o su appuntamento), ha ottenuto in prestito dalla Pieve di Santa Maria Assunta di Gemona tre presepi della coloratissima collezione di mons. Gastone Candusso, uno in terracotta (opera di Ala e Martin Raboch di Praga), uno in ceramica e uno in legno. Le artistiche rappresentazioni natalizie sono accompagnate da una mostra che illustra, fra l’altro, la devozione riservata dalla Carnia, e in particolare dalle Comunità di Rigolato, al “Bambin di Praga” e i successi imprenditoriali degli intraprendenti fonditori di campane dell’alta Val di Gorto attivi nell’odierna Repubblica ceca.

Un particolare approfondimento è dedicato alla singolare devozione per la “Madonna del Sangue”, il cui culto, iniziato a Re in Piemonte, si è diffuso in tutta l’Europa centrale, fino alla straordinaria fioritura registrata a Klatovy, nella regione ceca di Plzeň. In quella località, verosimilmente, è stato conosciuto dai Cramârs della Pieve di San Giorgio, che hanno donato alle Comunità di Noiaretto e Tualiis un’affascinante immagine votiva, recentemente restaurata. In occasione dell’edizione 2016-2017 del “Presepio dei Cramârs / Die Krämerkrippe”, la Pro loco della Valcalda ha organizzato anche un pomeriggio culturale, in programma venerdì 6 gennaio. In quella giornata, alle 17 nel Bar Sport, lo studioso di Forni Avoltri Tullio Ceconi, autore del volume “Migrazioni e migranti dell’Alta Val Degano”, proporrà una conversazione intitolata “I Fonditori di campane dell’Alta Val di Gorto nell’Europa centrorientale”.

Nella foto è proposto il presepio in terracotta, realizzato da Ala e Martin Raboch. La colorazione bianca e rossa è tipica della terra di Boemia, dove gli artisti vivono e lavorano. Il Presepio proviene, come si è detto, dalla collezione di monsignor Gastone Candusso, da egli stesso donata alla Pieve arcipretale di Santa Maria Assunta di Gemona, ove ha operato come Parroco fino alla morte. Nel suo libro, Tullio Ceconi propone l’altra fotografia, che riproduce una delle campane fuse da Franz Vidal, esposte nel Museo civico di Cheb.

L’iniziativa ha il sostegno di Secab, Società elettrica cooperativa Alto Bût, con il patrocinio di Provincia di Udine, Comune di Ravascletto, Consorzio fra le Pro loco della Carnia e Associazione fra le Pro loco del Fvg. Il Presepio dei Cramârs rientra nell’ambito del Progetto culturale “…E gno von ’l era Cramâr / Meine Vorfahren waren Krämer”.

Condividi questo articolo!