Presentato il progetto per una Trieste, città per i giovani

2 Aprile 2021

TRIESTE. Alberto Favretto, Responsabile Regionali Giovani di Azione, il partito fondato da Carlo Calenda, ha presentato insieme alla referente provinciale di Azione, Daniela Rossetti, il progetto giovani che si inserisce nel programma di Azione per le prossime elezioni amministrative.

Contesto
Trieste, negli ultimi anni, sta subendo un calo demografico apparentemente irreversibile, nonostante le peculiarità geopolitiche, l’ottima università e le importanti opportunità sia per quanto riguarda il settore della ricerca, sia per quanto riguarda i possibili sbocchi lavorativi collegati al porto e al tessuto economico in generale. Il declino costante che stiamo vivendo è probabilmente dovuto a politiche non all’altezza della nostra città e della privilegiata posizione geopolitica; politiche, che ci fanno apparire solamente un potenziale, non completamente espresso, crocevia di popoli e culture. Gli argomenti su cui verte questa breve relazione sono il “mercato” e le possibilità che la città offre ai giovani.

L’università di Trieste vanta attualmente 15 mila iscritti, di cui il 7% stranieri e il 73% residenti fuori dalla provincia di Ts. Le politiche cittadine puntano, senza lungimiranza, ad accompagnare i cittadini nelle facezie quotidiane e non riescono a ottenere un impatto con prospettiva sul futuro. Sono incentrate per lo più nel soddisfare la vita della popolazione over 30, senza rendersi conto che fra qualche decennio ce ne saranno sempre meno. L’impressione che si ha è che la nostra città stia vivendo di rendita, una bella addormentata, e che non sfrutti le risorse che già ha e le opportunità che potrebbe avere, perdendo la spinta necessaria a costruire un futuro di crescita e benessere. I giovani vengono visti infatti come un problema, più che come una risorsa, e non sono né rappresentati, né si dà loro voce per migliorare, quanto possibile, sia la loro vita da studenti sia quella da futuri lavoratori.

Un giovane, all’atto della scelta del percorso formativo da intraprendere, guarda anche alle offerte di vita che una città ha da offrire e, oltre al mare e alle fortune che la natura ci ha donato, e alla indubbia proposta culturale, anche questa però maltrattata, Trieste non offre attrattiva per quanto concerne il tempo libero e lo svago più adatto ai ventenni, così come la formazione delle competenze richieste nel XXI secolo. Inoltre, va evidenziata la capacità pressoché nulla della città di trattenere e far propri i giovani che vengono qui a risiedere durante il periodo di formazione (mancanza di uffici e strutture ad hoc per l’inserimento nel mondo del lavoro a livello locale). I giovani sempre più difficilmente vengono qui, ma cosa peggiore, non ci restano, poiché la città non offre opportunità all’altezza del mondo d’oggi, che, di conseguenza vengono ricercate altrove. L’università, come ripetuto spesso dal visionario imprenditore americano Elon Musk, dev’essere prima di tutto una palestra di vita ed il nostro obiettivo è quello di offrire ai giovani uno spazio adeguato alle loro ambizioni e necessità.

Obiettivi
Il nostro progetto punta a invertire radicalmente questa curva e questa prospettiva che la nostra città porta in seno. Abbiamo individuato nel Porto Vecchio la possibilità per creare un piccolo miracolo culturale ed economico sviluppando una “città nella città” dove i giovani possono crescere, studiare e trovare tutto ciò che serve per la loro formazione, lo svago e per responsabilizzarli e guidarli nel mondo di domani. Questo modello, quasi utopico in una città oppressa da decenni dal “no se pol”, prende spunto da varie realtà presenti nel mondo, ad esempio in Danimarca e negli Stati Uniti, realtà che hanno saputo rigenerarsi a livello sociale grazie ad un modello basato su delle infrastrutture e dei percorsi eco-sostenibili, adatti ad ospitare la vita quotidiana di una comunità attiva e pulsante, ma che necessita dell’aiuto delle istituzioni per emergere. L’obiettivo non è solamente dare una “casa” ai giovani locali, ma attrarne di nuovi e fare in modo che possano proseguire la loro vita post-studio a Trieste (vi è un enorme competizione tra le università ed un aspetto non marginale è la vita extra-studio). Tutto ciò, oltre al mondo legato allo studio e dunque all’università, si ricollega al tema turismo: oltre alla necessità d’incentivare i giovani di passaggio a soggiornare in città, creando opportunità professionalizzanti in un clima inter pares, vanno sviluppati percorsi didattici che rendano Trieste attrattiva anche a livello delle scuole secondarie creando laboratori ed aree legate alla didattica della realtà che possano essere usati sia da studenti in loco sia da scolaresche (o turisti) in visita (un esempio è la “città della scienza” di Napoli). Per fare ciò abbiamo pensato, interrogando anche alcuni rappresentanti degli studenti dell’università di Trieste, a una serie di strutture da creare sfruttando gli spazi e gli edifici già presenti.

Strutture
Abbiamo immaginato – prosegue la relazione – un corpo di strutture, attigue tra loro, che seguano in tutte le fasi la vita dei giovani come enunciato nei passaggi precedenti. Una cittadella auto sufficiente in tutto e per tutto, con le sue strade, i suoi mezzi di trasporto, spazi verdi e delle aree dedicate ad attività commerciali, sicuro punto di incontro tra il tessuto economico e imprenditoriale locale ed un nuovo mondo.

UFFICI – SERVIZI: Servizio orientamento post-università (sportello unico), Consultorio – centro anti violenza, Centro unico per l’impiego e l’imprenditoria giovanile, Sede distaccata segreteria università, Ufficio orientamento (università e corsi professionalizzanti), Locali per corsi: professionalizzanti, lingue, informatica, Struttura per ospitare percorsi di didattica della realtà – giardino didattico, Centro congressi.

STRUTTURE e TRASPORTI: Area fitness all’aperto (corpo libero), Campi multifunzionali all’aperto (basket, calcetto, beach volley, ping pong, paddle), Pista ciclabile che attraversa l’area e punti di noleggio bici e monopattini elettrici con aree di ricarica (area totalmente green e ad impatto zero), Area verde: giardino con postazioni studio, prato per cinema all’aperto e concerti, Biblioteca / aula studio, Aula informatizzata con sala computer, Discoteca, Locali commerciali quali: bar, pizzeria, supermercato, farmacia, copisteria, cartolibreria…., Sala concerti / teatro al chiuso, Palestra coperta, Campo multifunzionale coperto e piscina, Mensa convenzionata, Dormitorio giovani under 30 (in base all’Isee/merito), Ostello, Mezzi pubblici con trasporto ad hoc verso sedi università, stazione e mare.

Conclusion:
La prospettiva di creare un polo strutturale per i giovani renderebbe Trieste appetibile sotto tutti i punti di vista elencati in precedenza. Tutto ciò responsabilizzerebbe le nuove generazioni a far propria un’area della città dove studiare, formarsi e creare il proprio futuro. Un centro pulsante di vita ed energia che oggi sembra sopita, o meglio, intrappolata da una società che parla di futuro senza interpellare i diretti interessati.

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