Premio Candoni: giuria al lavoro Giovedì i vincitori

13 Dicembre 2021

UDINE. Giunto alla sua terza edizione, il Premio Candoni – Opere teatrali in lingua friulana si conferma un appuntamento atteso e sentito dagli autori che intendono proporre le proprie opere originali in marilenghe. Diverse e interessanti, infatti, sono state le domande di partecipazione al premio che vedrà giovedì 16 dicembre alle 18 sul palco del Teatro Nuovo Giovanni da Udine contendersi l’ambito riconoscimento. La manifestazione organizzata dall’Associazione culturale “Luigi Candoni”, in collaborazione con l’Arlef, Agjenzie regjonâl pe lenghe furlane, con la Fondazione Teatro Nuovo “Giovanni da Udine” e, per la prima volta, con il Teatri Stabil Furlan, ha visto quest’anno la partecipazione di sette autori e otto opere (un autore ne ha presentate due).

È tra loro che la giuria, composta dalla giornalista Fabiana Dallavalle; dal presidente della Fondazione Teatro Nuovo Giovanni da Udine, Giovanni Nistri; dal regista, attore e direttore artistico del Tsf, Massimo Somaglino e presieduta dal direttore artistico dell’associazione Luigi Candoni, Giuliano Bonanni, ha scelto la terna dei finalisti che verrà resa nota giovedì. “Il premio – commenta la presidente dell’associazione culturale Luigi Candoni, Chiara Donada – si pone da sempre come obiettivo e come urgenza primaria la promozione di una nuova scrittura per il teatro in lingua friulana. Una scrittura che sia calata nel contemporaneo. Questa, ancora oggi – conclude –, risulta essere una sfida difficile, che pone molti interrogativi sull’uso che viene fatto della nostra marilenghe in teatro”.

“Dal punto di vita Teatri Stabil Furlan – spiega il direttore artistico, Massimo Somaglino – è un modo per iniziare un percorso. Partiamo dalla drammaturgia, ma quello che ci interessa è sviluppare nuove modalità di realizzazione del teatro in lingua friulana. L’idea di avere una drammaturgia che si confronta con il presente è fondamentale per costruire poi degli spettacoli che si confrontano essi stessi con il presente. Solo in questa direzione ha senso un concorso drammaturgico. Quello che va fatto quindi – conclude – è restituire importanza sciale e culturale alla figura dell’autore drammaturgico”.

Ad aver presentato le proprie opere sono stati Giorgio Monte con“Atile, il ‘nemâl sfondrât – Dut chel che un furlan al à di savê di Atile, di la A fin ta la E”, Giacomo Vit con “Forest, no ciapà poura”, Francesco Chiavon con “Il colocui”, Candida Nigris con “Il rest al è cidinôr”, Eugenia Monego con “Miedis e rimiedis – Tocs di vite di feminis cjargnelis”, Sereno Mentil con “Non val la pene copâ il vicin di cjase” e con “Nuje altri che verzis e…” e Stefano Pandolfo con “Ines”.

La parola ora passa alla giuria, che ha già scelto la terna dei vincitori in base alla valenza socio-culturale del materiale drammaturgico, all’utilizzo della lingua friulana e alla fattibilità della messa in scena dell’opera stessa. Al primo classificato spetterà un premio in denaro di mille euro, al secondo di trecento euro e al terzo di duecento euro.

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