Pordenonelegge, Dedica e Lignano ricordano Sepulveda

16 Aprile 2020

A pordenonelegge

PORDENONE. La morte di Luis Sepulveda colpito dal Covid-19 ha destato un vasto cordoglio negli ambienti culturali di tutto il mondo, in particolare anche in Fvg. È stato infatti protagonista di pordenonelegge in una delle prime edizioni, nel 2005, ed è tornato nel 2017. Intanto, nel 2016, aveva vinto il premio Hemingway per la Letteratura. ”Luis Sepulveda – si sottlinea – ci ha lasciati, e lo piangiamo oggi perché il virus ce lo ha strappato, ma abbiamo anche il dovere di ricordarci della sua vita: esemplare e avventurosa, la vita di un viaggiatore appassionato, che scopriva il mondo a ogni nuova tappa con la curiosità e lo sguardo innocente di un ragazzo. Fondazione Pordenonelegge, a poche ore dalla notizia della sua scomparsa, ricorda così lo scrittore cileno: un uomo sempre dalla parte degli ultimi, capace di combattere per un mondo migliore, per una rivoluzione ecologica, che ci ha lasciato libri che palpitano di senso di giustizia. Oggi lo piangiamo, ma dobbiamo ricordare la sua vita, vissuta pienamente, fino in fondo, con divertimento e grazia. Una vita che si ha incrociato anche il pubblico di pordenonelegge e del Premio Hemingway, lasciando nella memoria di chi ha avuto la fortuna di seguirlo e di incontrarlo il segno di una esperienza unica, arricchente e gioiosa”.

All’Hemingway con Fanotto

«Ricordo di avergli personalmente consegnato il Premio Hemingway nel 2016 – racconta il sindaco di Lignano, Luca Fanotto – e di averlo conosciuto, al di là dell’altissimo valore letterario, come una persona di grande gentilezza e disponibilità. La sua statura umana, d’altra parte, si è riverberata nelle sue opere: ha narrato per noi le vicissitudini dei popoli oppressi, si è schierato per le cause dell’emancipazione e dell’ecologia, a Lignano quattro anni fa ha portato la sua esperienza e ha veicolato la sua sensibilità e attenzione ai temi del disagio sociale. Aspetti sui quali riusciva a catalizzare anche l’attenzione dei giovani e giovanissimi attraverso favole e apologhi legati a questioni che sono oggi centrali, come la sostenibilità e la difesa dell’ambiente».

PROTAGONISTA DI UN DEDICA FESTIVAL
Anche l’Associazione Thesis ricorda e rimpiange Luis Sepúlveda, indimenticato protagonista di Dedica Festival nel marzo 2015. E lo fa attraverso le parole di Annamaria Manfredelli, che per Thesis curò quell’edizione indimenticabile, con la direzione artistica di Bruno Arpaia, contraddistinta da un’accoglienza travolgente, dal calore e dall’entusiasmo che il pubblico riservò allo scrittore cileno in ogni occasione.

“Scrittore di vena generosa e di singolare versatilità – così Manfredelli – si è sempre ispirato a un ideale di letteratura come missione in difesa dei deboli, dei dimenticati, della terra ferita. Ha raccontato il gusto dell’avventura, il fascino della natura e lo sdegno per lo scempio che se ne fa in nome del profitto, il valore dell’amicizia e della lealtà, la condivisione dei piaceri semplici della vita, il sogno dell’uguaglianza, al di là di ogni differenza.

In coda per il ‘firmacopie’ a Dedica (Foto d’Agostino)

Personaggio atipico rispetto all’immagine canonica del letterato, Sepúlveda è stato anche un uomo d’azione dalla vita incredibilmente avventurosa: ha partecipato sin da giovanissimo ai movimenti di liberazione dell’America Latina pagando duramente per questo suo impegno, ha molto viaggiato per necessità e per vocazione, è stato un convinto militante ecologista. Tuttavia non ha mai ceduto alla tentazione di fare di sé stesso una sorta di monumento o di santino. Tra i momenti più intensi del festival a lui dedicato restano nella memoria il suo discorso per il conferimento del sigillo della città e l’evento “Poesie senza patria”, in cui, in alternanza con suggestivi interventi musicali del trio di Ginevra De Marco, ha recitato versi propri – alcuni inediti e intimi – e della moglie Carmen Yáñez.

”Ci è caro – conclude Manfredelli – chiudere il ricordo di Sepùlveda con queste sue parole: Le mie storie sono scritte da un uomo che sogna un mondo migliore, più giusto, più pulito e generoso. Solo sognando e restando fedeli ai sogni riusciremo a essere migliori e, se noi saremo migliori, sarà migliore il mondo”.

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