Poesie al Caffè Tommaseo

26 Marzo 2019

TRIESTE, S’intitola “Il sogno e la conoscenza: la lingua trovata” l’incontro che mercoledì 27 marzo alle 17 al Caffè Tommaseo di Trieste avrà come protagoniste le due poetesse Claudia Azzola e Silvia Favaretto, giurata quest’ultima da molti anni del Concorso Internazionale di Poesia e Teatro “Castello di Duino”. Sarà un dialogo di voci al femminile e di letture introdotto dall’intervento critico a cura di Gabriella Valera, in cui si esploreranno le produzioni più recenti delle due autrici, che sono entrambe anche traduttrici, come voci del riscatto, dalla fiaba e dalla storia, di una lingua che il nostro tempo sembrerebbe annullare.

Silvia Favaretto

Nel suo nuovo libro “E vissero infelici e contente”, l’undicesimo edito dal 2004, Silvia Favaretto affronta una tematica non frequente nella sua produzione: la lotta agli stereotipi di genere. Partendo dai personaggi delle fiabe classiche, come Cenerentola, Biancaneve, Cappuccetto Rosso, l’autrice dà voce alle protagoniste, che si esprimono in prima persona, per restituire alle eroine la possibilità di raccontare la loro versione della storia. Il libro, edito in Messico in versione bilingue da Morgana Ediciones, contiene delle illustrazioni realizzate dalla stessa autrice. Silvia Favaretto (Venezia, 1977), scrittrice, docente e traduttrice, è Presidente dell’associazione culturale Progetto 7Lune che si occupa di diffondere la cultura ispanoamericana contemporanea in Italia. Ha pubblicato volumi di poesia, narrativa e saggistica.

Claudia Azzola

Altrettanto poliedrica Claudia Azzola, poetessa e scrittrice che edita i Quaderni internazionali “Traduzionetradizione” per la poesia, la prosa, la teoria della traduzione, e ha all’attivo diverse raccolte poetiche; ultima in ordine di tempo ”Il mondo vivibile”, edizioni La Vita Felice 2016, preceduta, tra le altre, da “Il poema incessante”, supplemento alla rivista “Testuale”, a cura di Gio Ferri, 2007. Come dice la stessa Azzola il titolo “poema incessante” definisce “la poetica della Storia incisa nella nostra corporeità, nella voce, nell’esperienza esistenziale non pacificante ma all’origine di un flusso poetico “incessante”, a tenere il passo con il Tempo”. Così anche il suo ultimo libro, “Il mondo vivibile”, esprime la forza e l’orgoglio della “splendida lingua formata nel corpo parlante”. La lingua “trovata” appunto, come contro storia di un’epoca che sembra togliere alla parola ogni significato.

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