Pergamene e antichi notai fanno la storia di Spilimbergo

9 Aprile 2018

SPILIMBERGO. Martedì 10 aprile alle 18, a Spilimbergo nella Biblioteca Civica, l’Accademia San Marco di Pordenone, in collaborazione con la Biblioteca Civica di Spilimbergo, presenta ”Pergamene e antichi notai: fonti per la storia di Spilimbergo“. Incontro con il prof. Renzo Peressini.

La grande importanza delle pergamene notarili come documenti storici è ben nota, ed eventuali nuovi ritrovamenti sono sempre salutati dai ricercatori con vivo interesse. Ma le pergamene, chi le scriveva? E in quale occasione? E in che lingua? Quale era la loro funzione? E quali gli argomenti più frequenti? A chi erano destinate? Quanto durava la loro validità, e quanto durava il materiale di cui erano fatte? Per quali vie sono arrivate fino a noi? E in quali condizioni? Come si utilizzano? Ma, in particolare, dove sono custodite e da chi? Gli spunti di curiosità sono molti. Nell’incontro, tenendo sempre presenti dati e documenti relativi alla storia di Spilimbergo, si cercherà di fornire alcune risposte a queste domande.

Prendiamo, come esempio, una pergamena contenente il testamento dettato a un notaio, in un anno qualunque del XIV secolo, da un qualunque cittadino spilimberghese che sentiva avvicinarsi la fine dei suoi giorni. Leggendo la pergamena veniamo a sapere il nome del notaio che raccolse e trascrisse le ultime volontà del testatore e quelli dei testimoni presenti, chi erano gli eredi, come fu distribuita l’eredità, quali erano le proprietà immobiliari del testatore e ancora quanta parte del patrimonio venne destinata alle messe di suffragio e alle donazioni di vario genere per la salvezza della propria anima, e via dicendo.

Gli atti di compravendita dei terreni, oltre alla tipologia del contratto, ai nomi di luogo (toponimi), di quelli dei proprietari dei campi, dei confinanti e dei braccianti, spesso rivelano anche l’ammontare dell’affitto e la natura della produzione agricola. Scopriamo inoltre i gesti per mezzo dei quali, per antica consuetudine, avvenivano i passaggi di proprietà, e perfino quali intenzioni si celavano dietro una retrovendita. E la casistica potrebbe continuare. Attraverso questi documenti possiamo davvero penetrare nel passato, varcando secoli e secoli e avvicinandoci un po’ di più ai nostri antenati, ai loro modi di vivere e di pensare.

Renzo Peressini si dedica a ricerche sulla storia e la cultura locali, prestando particolare attenzione ai documenti spilimberghesi. Collabora in modo continuativo con «Il Barbacian», periodico della Pro Spilimbergo. Suoi saggi sono spesso presenti nelle riviste della Società Filologica Friulana, negli «Atti dell’Accademia San Marco di Pordenone», nelle «Memorie Storiche Forogiuliesi» e in altre riviste locali. Nel settore lessicale ha pubblicato il “Vocabolario clautano” con Bianca Borsatti e Sergio Giordani (editore Campanotto, 1998) e le “Aggiunte al «Nuovo Pirona». Vocabolario friulano. Zona di Spilimbergo” (Società Filologica Friulana, 1999). Per le edizioni di testi ha curato la pubblicazione del ricettario manoscritto delle Dimesse “Farina quanto basta. Il quaderno delle ricette del nobile collegio delle suore Dimesse di Udine. 1902-1905” (editore Campanotto, 1998) e l’opera completa del poeta spilimberghese Eusebio Stella “Eusebio Stella, Tutte le poesie” (Accademia San Marco, 2002).

Nella collana «Tra storia e narrazione» del Circolo culturale Menocchio di Montereale Valcellina ha pubblicato “Marcolina e le altre. Le streghe di Spilimbergo nei processi dell’Inquisizione” (2007); “… più tosto heretico che buon christiano. L’Inquisizione contro il notaio friulano Paolo Vasio” (2009) e “Angelo Adalardis pievano di Spilimbergo (1533-1566)” (2011). Sua anche l’edizione del “Baptizatorum liber. Il primo registro dei battesimi di Santa Maria Maggiore di Spilimbergo (1534-1603)”, edito nel 2015 dall’Accademia San Marco di Pordenone, Associazione di cui è entrato a far parte nel 2017.

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