Pandemia: stiamo assistendo a una svolta positiva

11 Giugno 2021

Fulvio Zorzut

TRIESTE. Il dottor Fulvio Zorzut, Medico Epidemiologo di Trieste, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva, ci ha inviato una valutazione sulla svolta positiva cui stiamo assistendo sulla pandemia.

”Si sta assistendo a un calo marcatissimo di tutti gli indicatori pandemici, in modo consolidato ed epidemiologicamente robusto, che fa essere molto fiduciosi per il futuro. Francamente la velocità e la costanza di quello a cui stiamo assistendo è sorprendente e appena uno-due mesi fa non potevano essere previste.

Ora vediamo il perché:
1. Questa settimana continua ad accelerare in modo costante il calo della incidenza settimanale 24 per 100.000 abitanti, tanto che a fine giugno tutta l’Italia sarà in zona bianca. Il grafico parla da solo.

2. L’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,68 ed è in continua discesa, rappresenta una fotografia della situazione epidemiologica, in ritardo di un paio di settimane, per cui è lecito pensare che il momento attuale sia ancora migliore. Infatti, l’acquisizione dei dati epidemiologici sulle infezioni è affetta da una serie di ritardi: in particolare, il tempo di incubazione, quello tra i sintomi e l’esecuzione del tampone, quello tra l’esecuzione del tampone e la conferma di positività, e quello tra la conferma di positività e l’inserimento nel sistema di sorveglianza integrata Iss.

3. La saturazione delle terapie intensive è in continuo e costante calo. Al 9 giugno 2021 i ricoverati totali sono 681. Per avere un’idea, il 3 aprile 2020 erano 4.068. La saturazione aveva iniziato a calare lentamente dal 23 novembre 2020, per poi risalire fino a febbraio 2021, ma ora è sotto i 1.000 per la prima volta dopo 7 mesi.

4. I nuovi casi giornalieri stanno calando in modo costante e veloce. A questo ritmo entro la fine del mese di luglio si potrebbe assistere, teoricamente, al loro azzeramento. Inoltre con il passare del tempo, si evidenzia, in percentuale, un netto incremento dei casi asintomatici o pauci-sintomatici e una marcata riduzione dei casi severi e dei decessi, specialmente nelle fasce d’età 0-19, 20-59 e 60-69. Cosa ovviamente molto positiva.

5. Le vaccinazioni – Al 10 giugno 2021 sono state somministrate 39.89.977 dosi sulle 45.278.289 consegnate; la media nazionale è del 88.1%. Risulta vaccinato con due dosi il 22,4% (13.494.566) della popolazione italiana, su una platea complessiva di 50.773.718 abitanti che rientrano nelle indicazioni. Ricordo che al momento i vaccini disponibili non sono autorizzati a un impiego nelle fasce di età 0-12 anni.

Conclusioni
La campagna di vaccinazione, sicuramente fondamentale e decisiva, deve continuare ed essere implementata perché ci sono delle coorti di età che aderiscono in modo minore. I tassi di copertura attuali, infatti, non sembrano però giustificare, da soli, la velocità con cui cala il contagio. Si pensi che per ipotizzare un effetto gregge, bisognerebbe arrivare almeno al 70% di copertura globale.

Queste considerazioni fanno propendere per una valutazione anche di altri fattori. La stagione calda con gli UV solari riduce drasticamente la sopravvivenza delle repliche virali, eventualmente presenti nelle droplets emesse, ma questa non è una novità. Le famigerate varianti non sembrano affatto aggravare i quadri clinici, né risultano più contagiose del Coronavirus originario, nè compromettono l’efficacia dei vaccini disponibili.

I vaccini, evidentemente, anche se somministrati in dose singola (finora il 40% della platea degli aventi diritto) hanno già un’efficacia rilevante. Infatti si osserva un trend in diminuzione del numero di casi negli operatori sanitari e nei soggetti di età 60 >=80 anni, verosimilmente ascrivibile alla campagna di vaccinazione in corso e alla elevata adesione di costoro.

Queste valutazioni fanno propendere, con moderato ottimismo, per una evoluzione della pandemia favorevole, che sembra sgomberare il campo da quella che è la preoccupazione principale e cioè una ripresa diffusa dei contagi in autunno, con una ripetizione di quanto già avvenuto l’anno scorso.

Bisogna continuare con la campagna di vaccinazione e adottare le misure consuete, come l’evitare gli assembramenti, garantire un prudente distanziamento sociale, la disinfezione delle mani e l’uso delle mascherine, certamente negli ambienti chiusi, mentre per il loro uso all’aperto si sta valutando l’evoluzione futura per confermarne la necessità o meno”.

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