Paganini e Rossini, così grandi e così diversi

21 Novembre 2017

Carlo Tasso

PALMANOVA. I colloqui di approfondimento della Stagione Sinfonica della Mitteleuropa Orchestra Conversando con Psiche, proseguono giovedì 23 novembre, alle 18, nella Polveriera Garzoni di Palmanova, con un appuntamento a ingresso libero intitolato Paganini, Rossini – Tecniche e vortici nella complessità. L’incontro vedrà protagonisti il Professore di Storia ed Estetica della Musica del Conservatorio “G. Tartini” di Trieste, Marco Maria Tosolini, come relatore e il Professore Ordinario di sistemi di Elaborazione dell’Informazione alla Facoltà di Scienze dell’Università di Udine, Carlo Tasso, come ospite.

Il colloquio sarà arricchito da interventi musicali dal vivo a cura degli studenti del Conservatorio di Musica “J. Tomadini” di Udine. In programma: N. Paganini, dai 24 Capricci op. 1 – n° 13 in si maggiore (“La risata del Diavolo”) – n° 9 in mi maggiore (“La caccia”) – n° 24 in la minore (“Tema con variazioni”) con Giulio Greci al violino, seguita da La Danza (“Tarantella”) per soprano e pianoforte di G. Rossini con Lidiia Fridman come soprano e Matteo Londero al pianoforte.

Pubblico a un incontro di Conversando con Psiche

La vertigine tecnica e l’apoteosi dell’intelligenza musicale sono gli elementi che nutrono due autori sostanzialmente coevi eppure assai diversi. Il primo incline al diabolico e alla trascendenza virtuosistica strumentale, il secondo intento a costruire una travolgente grammatica della buffonerie come maschera di una potente e amara consapevolezza dell’esistente. Grazie a un carattere esuberante, l’istrionismo e l’impressionismo della personalità di Paganini divenivano evidenti anche nel suo modo di essere, nella misteriosa tenebrosità di cui amava ammantarsi. La sua indole visionaria ed estremamente passionale lo portarono anche ad esternare in alcune sue creazioni il tumulto dionisiaco che animava il suo spirito. La sua “Risata del diavolo” (Capriccio n. 13) esprime un tema che nulla ha in comune con le atmosfere magiche e superstiziose del medioevo, ma che ripropone le situazioni inquiete care al Romanticismo, attingendo dall’inquietudine soggettiva la sua enorme forza espressiva.

Un elemento caratterizzante della personalità complessa di Gioacchino Rossini, è possibile dedurlo dal suo prolungato silenzio produttivo, avvenuto dall’età di 37 anni, fino a quando compose tutte le sue opere, fino alla morte, avvenuta quarant’anni dopo. Questo riferito principalmente all’amata opera lirica: infatti con fasi alterne continuo a scrivere deliziosa musica vocale da camera e una terminale, bellissima “Petit Messe Solemnelle”.

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