Opportunità per l’Fvg se passa il Minority SafePack

23 Dicembre 2020

BRUXELLES. “Il Minority SafePack è la quinta proposta legislativa popolare ad avere successo nella storia europea e rappresenta un’opportunità anche per il Friuli Venezia Giulia che si contraddistingue per il carattere plurilingue con la presenza del friulano, dello sloveno e del tedesco, oltre che dell’italiano, e per riparare, in Italia, alle lacune lasciate della Legge 482 del 1999”. Lo scrive in una nota l’europarlamentare della Lega Elena Lizzi, spiegando come “la richiesta principale del Minority Safepack riguardi la promozione delle lingue minoritarie nei servizi pubblici come l’istruzione, la pubblica amministrazione, la sanità e la giustizia e in ambiti come la cultura e i media per permettere alle minoranze linguistiche di fruirne in maniera più agevole”.

“Nella proposta –spiega Lizzi- si fa riferimento anche alla possibilità di destinare una parte dei fondi di coesione alle politiche per le minoranze linguistiche e alla costituzione di un Centro per la Diversità Linguistica che salvaguardi il rispetto dei diritti linguistici. La candidatura di Udine, quale sede del Centro, sarebbe significativa. Il Friuli da sempre terra plurale, incrocio di popoli e culture, si potrebbe prefigurare quale luogo ideale per ospitare il Centro. Collocare l’istituzione europea nel cuore del Friuli e della Regione Fvg sarebbe un giusto riconoscimento ai pionieri della tutela delle lingue minoritarie in Italia.

L’esperienza regionale – continua l’europarlamentare friulana – renderebbe omaggio alla nostra specialità, aprendo orizzonti e collaborazioni internazionali con cui far crescere culturalmente i paesi dove il percorso è appena iniziato e, in certi casi, osteggiato. La Commissione europea si esprimerà sul Minority SafePack Initiative entro il 15 gennaio; se l’esito sarà positivo, le diplomazie nazionali e regionali dovranno impegnarsi per l’eventuale candidatura di Udine”. Lizzi ricorda come la proposta popolare, che è stata sottoscritta da oltre 1,1 milioni di cittadini europei e che ha superato la soglia nazionale in 11 stati membri, mira a tutelare le minoranze linguistiche presenti nell’Unione Europea, assicurando la piena attuazione dei loro diritti e proteggendo le lingue minoritarie dell’Ue dall’estinzione.

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