Omaggio a Bach (e non solo) dell’organista Mario Perestegi

13 Maggio 2019

Mario Perestegi

TRIESTE. L’omaggio a Bach sarà motore dell’organo recital dell’artista croato Mario Perestegi, docente di Organo all’Accademia di Musica di Lubiana, in programma mercoledì 15 maggio alle 20.30 nella Sala Tartini del Conservatorio di Trieste, nell’ambito della stagione Primavera_Estate dei “Concerti”. L’organista proporrà alcune composizioni fondamentali della scrittura di Bach per il “re degli strumenti”, accostate a brani di César Frank, compositore francese per organo, fino a… evaporare nella mistica impressionista di Debussy e del compositore organista Jehan Alain. Come sempre l’ingresso è liberamente aperto al pubblico su prenotazione, info +39 040 6724911 www.conts.it

Vero e proprio alpha et omega della storia della musica, Johann Sebastian Bach ha legato il meglio della propria produzione al “Re degli strumenti”, l’organo. Da allora è prassi consolidata per ogni organista “santificare” il proprio concerto con un gesto di riverenza al Grande di Eisenach. Mercoledì sera ben tre saranno i brani che renderanno ragione del suo genio: la Fantasia sul Corale Komm’ Heiliger Geist con la sua polifonia “giosamente disordinata” introdurra al fragoroso mistero del giorno di Pentecoste, mentre il Concerto in sol maggiore e la fuga in sol minore parleranno i profani accenti delle corti di Weimar e Cothen, un omaggio alla tradizione tutta italiana del Conserto.

Si prosegue con il sognante Prelude, Fugue et Variation di Cesar Franck, e con Franjo Dugan. Il cosiddetto “Reger croato”, capace di preservare in pieno XIX secolo la cultura della scrittura in polifonia, rivissuta con élan brahmsiano. Il concerto culminerà in una curiosa versione organistica della Cathédrale engloutie, preludio concepito originariamente per pianoforte da Claude Debussy, quindi il brano per organo forse piu grandiosamente tragico e presagioso del repertorio moderno: le Litanies (1937) del compositore e organista francese Jehan Alain, prematuramente ucciso dalle armi naziste nel 1940. Il brano e percorso da cima a fondo da un breve motivo ripetuto fino all’ossessione, per culminare in un cluster che sembra volere raccogliere e lanciare al cielo le urla atterrite dell’umanità, ostaggio di una guerra che si preannunciava terribile. In molti hanno ravvisato in questo brano il parallelo musicale del celebre Urlo di Munch.

Mario Perestegi, classe ’71 di Zagabria, Mario Perestegi ha iniziato la sua carriera concertistica in giovane eta, ha proseguito i suoi studi conseguendo un dottorato sotto la guida di Hubert Bergasnt presso l’Accademia di Musica di Lubiana. Il suo interesse per la musica francese lo ha portato a Parigi, per lavorare all’approfondimento di tale repertorio con la leggendaria organista Marie – Claire Alain. A oggi ha tenuto oltre 450 concerti in 4 continenti dalla Sala da Concerto Vatroslaw Lisinski di Zagabria alla Janaček Hall di Brno, alle cattedrali di Parigi Notre Dame, Salisburgo, Berlino, Zagabria, Bruxelles, Riga, Liublijana, Maribor, Olomuc, Helsinki, Trieste, Frombork, Melbourne, Sidney, Washington, Boston, New York e Praga.

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