Occhi dell’Africa chiude con tre Corti e Jali Babou Saho

27 Novembre 2022

PORDENONE. Ad accompagnare la serata finale della XVI edizione della rassegna “Gli occhi dell’Africa”, lunedì 28 novembre alle 20:45 a Cinemazero di Pordenone, ci sarà la musica di Jali Babou Saho, artista originario del Gambia, in Italia da molti anni. Cantante e suonatore di kora, strumento a corde tipico dell’Africa occidentale, la cui arte – non codificata – si tramanda di padre in figlio, Jali Babou Saho ha da poco pubblicato “Tamalla”, il suo album di debutto. I pezzi sono un intreccio di sonorità elettroniche e acustiche, in cui le radici della musica mandinka evolvono in una visione moderna, in una fusione delicatissima di afro-blues, afro-jazz e world music.

La rassegna promossa da Caritas, Cinemazero, L’Altrameta e Centro culturale Casa dello Studente propone poi, in collaborazione con Fmk – short film festival, la proiezione di tre cortometraggi che raccontano storie di legami profondi, tutte ambientate in Nord Africa. Il primo film in programma è “Chitana”, del tunisino Amel Guellaty, che, come in un’antica fiaba, narra di due sorelle di dieci e dodici anni, partite per andare a prendere l’acqua nel pozzo del paese. In questo viaggio, si lasciano tentare da un giro nel bosco, luogo proibito alle bambine. Scoprire la vicina foresta, per loro, è una grande emozione, ma la libertà può avere un costo.

Con “Le bain”, di Anissa Daoud, film vincitore di numerosi premi internazionali, si resta in Tunisia per seguire la storia di Imed, giovane padre che, quando la moglie parte per un viaggio di lavoro, si ritrova, per la prima volta e a lungo, solo con il figlio di cinque anni: una situazione che lo costringe ad affrontare la sua paura più profonda.

Infine il terzo cortometraggio, il pluripremiato “Le départ”, di Saïd Hamich, porta gli spettatori in Marocco: nel 2004 l’undicenne Adil trascorre un’estate serena giocando con gli amici, in attesa che il suo idolo, il corridore Hicham El Guerrouj, gareggi alle Olimpiadi. In questo contesto, la visita del padre e del fratello maggiore, di ritorno dalla Francia, lo segna per sempre.

Nell’ambito de “Gli occhi dell’Africa”, prosegue fino alla fine dell’anno, nello Spazio Foto della Casa dello Studente, la mostra fotografica “Sguardi capovolti”, curata dall’associazione Medici con l’Africa Cuamm, di Padova, per far conoscere l’impegno dei medici e dei volontari che operano in Africa da più di settant’anni.

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