Nel deserto c’è anche musica In Arena Calderari Jeeg Robot

28 Luglio 2016

PORDENONE. Per L’Estate in Città del Comune di Pordenone, venerdì 29 luglio ad animare piazza Lozer ci pensa Torre in Musica, con il gruppo On the Rock, che propone cover anni Cinquanta e Sessanta.

lo chiamavano jeeg robot_01Il Cinema sotto le stelle dell’Estate in città del Comune di Pordenone torna in Arena Calderari venerdì 29 luglio alle 21.30 con il film rivelazione della scorsa stagione: “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti, che ha fatto incetta di premi agli ultimi David di Donatello. Protagonista è Enzo Ceccotti (Claudio Santamaria), criminale di quart’ordine, con una smodata passione per il porno e lo yogurt. Mentre scappa dai poliziotti si immerge nel Tevere, dove entra in contatto con dei fusti contenenti un liquame radioattivo. Smaltita l’intossicazione gli resta una forza sovrumana, come quella necessaria per staccare un bancomat dal muro e portarselo a casa sotto braccio… Nel palazzone di Tor Bella Monaca dove abita, risiede anche Alessia (Ilenia Pastorelli): una “matta scocciata”, vittima di plurime violenze e convinta di vivere nel manga Jeeg Robot d’Acciaio.

“Lo chiamavano Jeeg Robot” è un trionfo di puro cinema, scrittura, recitazione, capacità di mettere in scena. È un lungometraggio che ha saputo anche (o forse soprattutto) regalare una boccata di puro ossigeno e speranza nel giovane cinema italiano. “Jeeg Robot” sa intrattenere con intelligenza, con qualità di forma e conoscenza del mestiere: movimenti interni alle inquadrature, trovate ironiche e invenzioni visive, un tour de force di montaggio creativo e fotografia ispirata (per non dire di effetti digitali a costo contenuto). Un film che ha tutto ciò che serve per raccontare un mito divertendosi e facendo divertire molto. Biglietto intero 3 euro, ridotto under 18 e over 65 2 euro, abbonamento 10 ingressi 25 euro, ingresso gratuito under 12. In caso di pioggia la proiezione viene spostata in sala grande a Cinemazero.

faris amineProsegue nel Convento di san Francesco il festival Raccontare il deserto a cura di associazione via Montereale in collaborazione con “Il mondo Tuareg” e “Amici della Fondazione Baschiera Tallon” (nel parco Baschiera Tallon si terrà la cena di sabato sera a conclusione del Festival con prenotazione obbligatoria ai numeri 0434 363255 e 3391117169), col sostegno di BCC Pordenonese. Protagonista della serata alle 21.30 è Faris Amine, musicista tuareg affermato internazionalmente. Dopo i concerti americani di Chicago, Seattle, New York, Toronto e Montreal Amine concluderà la sua tournée proprio a Pordenone, accompagnato, come è stato per Jo Yusuf Legwabe, dallo strepitoso percussionista maliano Sidiki Camara.

Faris Amine è un musicista difficilmente etichettabile anche se le sue origini nel deserto del Sahara e le collaborazioni coi principali musicisti maliani (dai Tinariwen ai Tartit e Terakaft) lo posizionano tra i musicisti Tuareg (di Mali e Algeria). Ma la sua musica è molto più vasta e aperta, sempre alla ricerca di nuove emozioni e sensazioni. Nel suo ultimo disco “Mississippi To Sahara” Faris riporta classici del blues dal delta del Mississippi al deserto africano, suonandoli in stile assouf e rivelando quanto le anime dei due mondi siano vicine. La musica di Faris Amine è quella di una persona che ha viaggiato tanto nel mondo, assimilando le culture e i suoni dei paesi che lo hanno ospitato, siano essi il Mali, il Portogallo, la Francia o l’Italia.

Prima dell’esibizione di Faris Amine, ci sarà un incontro, alle 18,30 con lo scrittore per ragazzi per eccellenza: Antonio Ferrara, due volte premio Andersen, che a Pordenone presenterà il libro intitolato “Mangiare la paura. Storia di un ragazzo Kamikaze” dove, ancora una volta, racconta agli adolescenti una storia che possa farli riflettere ed educare. Le letture sono affidate a Marianna Cappelli.

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