Natale alla Galleria Arttime

22 Dicembre 2017

UDINE. La Galleria Arttime di Udine per il periodo delle Festività non a caso presenta la mostra d’arte dal titolo “Natale 2017 all’ARTtime” che avrà luogo dal 23 dicembre al 4 gennaio, grazie alle opere esposte dagli artisti: Mario De Nardi, Pietro Daresta, Mila Mecchia, Alessandro Dorigo, Ingrid Halter, Emanuela Casotto, Bianca Beghin, Alberto Fiorenzato, ART BOX Kreativteam (Petra R. Hommer, Rainer Riegel, Oliver Farr, Jens Trauselt), Walter Podrecca (scultore), Francesco Colussi (designer)

La voglia di creare, di disegnare o, meglio ancora, trasferire su carta le proprie idee non gli è mai mancata, tanto che, fin da giovanissimo, Mario De Nardi si cimenta nel creare disegni e dipinti, dimostrando un innato talento ed esprimendo il vivace estro. Nato a Brugnera nel 1936, si trasferisce nel 1958 a Bolzano per intraprendere studi specifici, del disegno e della pittura, fino a diplomarsi, sotto la guida del suo Maestro Mario Dall’Aglio. Ha iniziato ad esporre nel 1968 partecipando a mostre collettive e personali, e ha al suo attivo 50 anni di attività artistica. Dagli anni ‘80 ai giorni nostri compie un avventuroso viaggio simbolico nei sentieri sconfinati dello spazio, della realtà extrasensoriale, delle concezioni cosmiche più avveniristiche, avvolte da enigmatiche e misteriose metafore esistenziali, che il fruitore può accogliere e approfondire. In arte ama esprimersi con soggetti che hanno sembianze volutamente stilizzate e quasi indefinite, per lasciare fluire in massima libertà l’interpretazione personale, svincolandola da un inquadramento figurativo preciso e preconfigurato da regole stabilite a monte. Frequenti sono i suoi viaggi in Italia e all’estero, pretesti per sviluppare cicli pittorici e composizioni. Il maestro vive e opera a Bolzano.

Pietro Daresta nato a Putignano (Ba) si trasferisce in Toscana nel 1975 a Cerreto Guidi (Fi) dove vive e lavora. I suoi primi lavori sono una rappresentazione figurativa dell’immagine. Ma, già in queste opere, si intravede la necessità di voler raccontare altre storie, il bisogno di denunciare altre verità, il desiderio di mostrare altre sequenze. Questa ricerca lo porta, nel tempo, ad elaborare nuove forme e tecniche espressive passando dal minimalismo all’informale. Utilizzando materiali di scarto e colori industriali realizza opere composite, su superfici che ricordano l’affresco, mescolando materiali recuperati, frasi e parole tratte da quotidiani, colori ricavati dalla pubblicità, segni apparentemente istintivi colmi di significati, soggetti e oggetti antichi e contemporaneamente attuali. Al centro della sua pittura c’è l’attualità e la storia, l’uomo e le sue fragilità, il tempo e lo spazio, la complessità della materia e la molteplicità del nulla.

Mila Mecchia, udinese, è figlia d’arte: la madre dipingeva e dalla stessa ha ereditato la passione per la pittura che ha coltivato come autodidatta fin dall’età di 15 anni. Ha esposto in passato in varie sedi, poi è subentrato un periodo di stasi. Ha comunque sempre continuato a dipingere in privato. Mila Mecchia dipinge a olio, tempera e acrilico su tela, cartoncino telato e legno, disegna a matita e carboncino. Effettua anche opere musive di cui si è appassionata da tre anni. I temi dei suoi quadri sono svariati: predilige lo stile figurativo, però dipinge anche astratti. Oggetto dei suoi quadri sono figure umane, paesaggi, fiori e raffigurazioni di fantasia. Lo stile è personale non facilmente definibile: un cromatismo molto sviluppato ed un espressionismo non ascrivibile a quello classico.

Alessandro Dorigo, artista udinese, da sempre appassionato d’arte, inizia da autodidatta il suo percorso artistico. In seguito frequenta diversi corsi tra cui un corso di pittura con il maestro Giorgio Celiberti e un corso di disegno e anatomia artistica con il professor Lolli. I suoi soggetti preferiti sono ritratti di personaggi famosi, reinterpretati però attraverso il suo stile pittorico. Si apprezzano anche le sue vedute della città di Udine di stampo quasi impressionista.

aQuando si osservano i lavori di Ingrid Halter si può vedere che tutti i motivi sono intrecciati tra loro. Non c’è inizio né fine, perché nella vita tutto è connesso. Tra le varie attività dell’artista, la macinatura superficiale di pietre semipreziose è probabilmente la più affascinante, in particolare l’osservazione di pietre sottili e lucidate e quindi trasparenti al microscopio. I colori dei diversi minerali, le crepe di tensione, i conglomerati e le forme cristalline hanno portato Ingrid Halter al suo modo di dipingere. La pittrice delinea esclusivamente motivi tratti dalla natura come animali, piante, uccelli, insetti, pietre e – prima di tutto – studia il modo di vivere, l’habitat, il comportamento e l’occorrenza del tema prescelto. Successivamente disegna il motivo principale e crea lo sfondo liberamente seguendo la sua immaginazione. Lavora esclusivamente su tela con vernici H2Oil, le quali possono essere diluite con acqua, quindi non necessitano di solventi.

Emanuela Casotto vive e lavora a Padova. Il suo percorso artistico inizia negli anni dell’adolescenza, con la frequenza dell’Istituto d’Arte nella sua città, partecipa in quel periodo a concorsi di pittura e mostre collettive; la sua prima personale è del 1975 segnalata dai maestri Leo Borghi e Riccardo Galuppo. Si laurea in Architettura presso lo IUAV di Venezia. In campo pittorico l’artista ha sperimentato diverse tecniche (pastelli, carboncino, olio, acrilico, incisione su linoleum, collage, acquerello, pittura su vetro, ceramica, legno e su tessuto, inoltre tecniche miste); la tecnica che predilige è l’acquerello. Gli acquerelli di Emanuela Casotto nascono da esperienza creativa che diventa pittura intima per poi dilatarsi in ampie, ariose superfici stese con un lavorio preciso, attento, minuzioso, di lenta e profonda introspezione. La pittrice coglie ogni segno prezioso dato dall’emozione della natura, e offre effetti atmosferici ineguagliabili con linee morbide, filtrando la luce radente e dissolvendola in atmosfere di essenza espressiva, sfrangiata in sfumature fresche e raffinate. Sono espressioni di cromie brillanti che si fanno pacate, sommesse, colte nel loro apparire. La pittrice con maestria dipinge a larghe e limpide stesure di deliziosi accordi cromatici modulati, per carpire quel qualcosa di finito e non finito nell’elegante dialogo tra tinte.

Bianca Beghin nasce in provincia di Padova, ai piedi dei Colli Euganei, vive e risiede a Selvazzano Dentro. Autodidatta, si avvicina alla tecnica pittorica in età giovanile e si perfeziona, nel corso degli anni, in laboratori d’arte, segue corsi di disegno, acquerello e pittura e continua una sua ricerca personale che la porta all’uso di tecniche diverse. Approfondisce e affina il suo studio a Padova con gli artisti Nicoletta Furlan e Andreas Kramer. Considera l’ambiente naturale un immenso serbatoio di energia e di armonia, da rispettare e salvaguardare per migliorare la qualità della vita di ogni essere vivente. Attraverso le sue opere, cerca di trasmettere il suo continuo e personale colloquio con la natura, basato sull’emozione, il ricordo, l’ammirazione e il rispetto per ciò che la circonda. Fa parte del gruppo degli artisti “Galleria Città di Padova” e degli “Artisti della Saccisica” di Piove di Sacco-Padova. Ha partecipato e partecipa a varie mostre personali e collettive.

Alberto Fiorenzato, artista padovano-trentino ha esordito a soli 19 anni con una mostra a Padova. Erano opere in cui prevaleva una grafica surreale, che guardava soprattutto a Dalì, alle sue opere inquietanti. Per spiegarlo bisogna tener presente che l’autore era stato un bambino solitario e timidissimo. Il suo immaginario è fatto soprattutto di alberi: di alberi solitari o di alberi in associazione, ovvero di boschi, in lavori che lui connota spesso con titoli estesi, meditativi e lirici. Il suo è un lungo viaggio attraverso gli alberi e i boschi, in tavole quasi monocromatiche, in cui prevalgono i grigi e gli scuri, un viaggio dantesco tra “selve oscure” in cui alla fine, impensabilmente, esplode il colore. Poi ci sono i ritratti, sia maschili che femminili (questi ultimi dalla velata e raffinata sensualità). Dopo gli alberi e i ritratti, i paesaggi e le marine. I paesaggi sono specialmente quelli dei Colli Euganei, vicini a Padova, in cui vaga il fantasma di Francesco Petrarca… Alberto Fiorenzato vi rivela anche la sua abilità di architetto e quindi particolarmente affidabile sia nella prospettiva di ampi spazi, che negli scorci architettonici. Infine le marine in cui gabbiani si librano in volo a tentare di bucare marosi che si impennano, con una piccola figura umana che sembra sovrastata dall’immensità della natura.

Dal 2014, insieme come team creativo Petra Hommer & Rainer Riegel, i due hanno organizzato con successo più di 80 eventi dal vivo e mostre. Uno dei formati è il progetto ART BOX “Valore del Tempo”, nel quale vengono coinvolte persone malate. I due creativi ora hanno partner di cooperazione in patria e all’estero ed attraverso il loro format ART BOX “CUBE” Challenge mettono in contatto artisti regionali di generi diversi come – ad esempio – Jens Trauselt e Oliver Farr. La pittrice e fotografa Petra Hommer crea immagini di grande formato con diverse tele, che lei stessa produce. Dipinge preferibilmente durante performances musicali dal vivo, motivo per cui nascono le sue “immagini sonore”. I soggetti artistici di Rainer Riegel mostrano il suo amore per i paesaggi, i veicoli e l’architettura del Mediterraneo; l’artista crea opere dalle superfici altamente omogenee che lo spettatore crede siano aerografati. Lavora preferibilmente su pannello rigido e tavolo da disegno. Jens Trauselt dipinge da pochi anni ed è completamente autodidatta. Ha iniziato a dipingere perché è rimasto folgorato da un’opera vista ad una mostra, fornendogli l’ispirazione decisiva. Da allora usa con disinvoltura spatole, bombolette spray, sabbia e fuoco per creare motivi che ricordano un artista che si è fatto un nome nel mondo dell’arte con immagini gocciolanti. Oliver Farr con “Farrbspiel” si è creato una seconda via professionale. Le sue motivazioni corrispondono in parte alla Pop ART, anche se non segue uno stile particolare e dipinge ciò che gli piace. Lavora preferibilmente con pittura acrilica su tela.

Per Walter Podrecca la Natura è fonte d’ispirazione, necessità, vita; tutto ruota attorno ad essa, l’elemento essenziale che lo scultore vive a 360 gradi, in tutte le sue minime sfaccettature. La “Grande Madre” si presenta in mille forme e ogni singolo particolare, ogni sagoma o dettaglio, lo si può ritrovare in infinite diverse manifestazioni. L’obiettivo principale di Podrecca è quello di restituire in forme artistiche ciò che normalmente uno sguardo distratto ignora o non coglie. In tutti i lavori usciti dallo scalpello dell’autore, siano essi pezzi di design o sculture più complesse, si rileva una sensazione di grande leggerezza; ogni elemento, mai casuale, è curato sin nel minimo dettaglio e la tecnica è l’ausilio fondamentale per poter trasmettere all’osservatore un effetto di estrema semplicità, qualità che Podrecca ostinatamente ricerca. Natura, Amore e sentimenti forti elaborati con semplice lucidità, queste le tematiche di partenza della parabola artistica di Walter Podrecca, uno scultore sensibile e genuino che, con estremo rispetto e innato talento, tramuta un pezzo di legno nell’espressione autentica di una sensazione, nell’immagine tattile di un istinto profondo.

Il designer casarsese Francesco Colussi ha una formazione da autodidatta. Le forme curve e sinuose lo hanno da sempre magicamente attratto: quando progetta una delle sue lampade si lascia ispirare dalle ultime tendenze creative, il supermoderno prende il sopravvento. Come materiale si affida al policarbonato opalino, alternando il bianco candido alle tinte vivaci. La luce emanata dalle sue lampade crea un’atmosfera calda e suggestiva che trasmette un piacevole benessere all’ambiente circostante.

La mostra sarà visitabile dal 23 dicembre 2017 al 4 gennaio 2018 presso la Galleria Arttime di Vicolo Pulesi, 6 Udine con il seguente orario: lunedì dalle 16.30 alle 19.00 e dal martedì al sabato dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 16.30 alle 19.00.

Argomenti correlati:

Condividi questo articolo!