Musei, confronto sulla riforma del settore

21 Luglio 2015

PASSARIANO – Si è concluso a Villa Manin di Passariano il ciclo di incontri dedicato, in tre diversi appuntamenti, alla nuova normativa regionale sui musei e organizzato con la partecipazione dell’assessore alla Cultura Gianni Torrenti. Promotore dell’iniziativa è stato l’Istituto Regionale per il Patrimonio Culturale la cui direttrice Rita Auriemma, in collaborazione con la Direzione regionale Cultura, ha interpretato la necessità delle istituzioni museali di rendersi protagoniste di un cambiamento.

“Con questa legge”, ha sintetizzato l’assessore Torrenti, “la Regione intende investire risorse nell’innovazione e nella qualificazione dei musei regionali, con una costante attenzione agli interventi di formazione e aggiornamento del personale, per una professionalità al passo coi tempi”.

La finalità di questi incontri è stata infatti quella di presentare ai protagonisti del settore la bozza della nuova legge, letta e commentata dallo stesso Assessore, per suscitare una discussione capace di far emergere le osservazioni critiche e le integrazioni da parte di chi si confronta ogni giorno con le criticità e le potenzialità dei diversi musei del Friuli Venezia Giulia. Le osservazioni emerse, e sono state davvero ampie e numerose, sono state elaborate in un documento di sintesi che sta accompagnando il legislatore nell’ultima fase di elaborazione del testo.

La “filosofia” della nuova legge prevede che un museo, indipendentemente dalla sua natura e dimensione, debba entrare in un Sistema regionale capace di supportare e promuovere istituzioni che hanno già intrapreso un percorso verso standard di qualità, sia per quanto riguarda lo studio, la conservazione e l’esposizione delle collezioni, sia per l’offerta di servizi ai visitatori.

La legge prevede i requisiti minimi necessari, in linea con la normativa italiana, che sono alla base di qualsiasi istituzione museale che voglia definirsi tale: questo risultato si può ottenere o in modo autonomo o attraverso l’aggregazione in rete di più musei che assieme riescano a rispondere ai compiti istituzionali e ottimizzare i servizi.

L’appartenenza al Sistema museale regionale, che comprende i musei comunali diffusi sul territorio, quelli privati, gli ecclesiastici, e non esclude i musei statali di Cividale, Aquileia e Trieste, diventa garanzia della qualità dell’offerta, anche perché solo se un museo è inserito nel Sistema può accedere ai contributi che la Regione intende stanziare per progetti di innovazione, di sviluppo dell’attrattività anche a fini di un turismo culturale, di miglioramento della funzione didattica e di incremento della ricerca scientifica e di valorizzazione del patrimonio.

Significativa è l’ottica di sistema, che prevede un percorso virtuoso soprattutto per i musei di piccole dimensioni, inseriti in reti territoriali o tematiche.

Nella legge si fa chiaro riferimento poi alla collaborazione che ci deve essere tra musei, scuole e Università, per la definizione di strategie che anche l’ Agenzia regionale per lo sviluppo del turismo sarà chiamata a promuovere.

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