Il canto notturno del viandante: mostra a Cormons

6 Maggio 2016

CORMONS. Nella sala civica di Palazzo Locatelli (piazza XXIV maggio, 22) a Cormons sabato 7 maggio alle 18 ci sarà la presentazione del video “Canto Notturno del Viandante” di Jan Devetak (https://www.facebook.com/events/1707350146146895/). La omonima mostra sarà visitabile fino a domenica 8 giugno. Orario di apertura da giovedì a sabato dalle 16 alle 19; domenica dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19.

L’Associazione culturale La Corte dell’Arte – Spazio Alba Gurtner, con il patrocinio del Comune di Cormons propone questa collettiva degli artisti che, nel periodo tra il 2013 e il 2016, hanno partecipato a La poetica del Viandante, rassegna di mostre personali in cui l’artista, attraverso il proprio percorso e la ricerca incessante tra i misteri del fare arte, rivelava lo stile che ha reso riconoscibile e caratterizzante la propria opera. La poetica del viandante si fa adesso Canto notturno, l’individualità diventa coralità in un gioco visivo di rimandi, omaggi e citazioni, con la pittura a fare da punto di contatto tra gli autori coinvolti in questo progetto. Necessita di una pausa il viandante, di un momento per riposare, e quale frangente migliore, se non la notte per meditare, pensare, produrre nuove idee. In questo Canto notturno di pittura si tratta, anche se sotto forme differenti, in alcuni frangenti dall’approccio multidisciplinare, dal fare vivo e vibrante, segno, gesto, colore, immagine che, nel solco della tradizione ma lontana dalla retorica, si fa voce, pensiero, riflessione.

Ed ecco allora l’approccio ironico e caustico all’arte di Mattia Campo Dall’Orto; fluida e trasparente, a momenti impetuosa e travolgente, la pittura di Roberto Cantarutti. L’albero, archetipo e luogo simbolico, e la natura originaria ed incontaminata, sono le coordinate su cui si muove Paola Gasparotto. Marina Legovini, un paesaggio liquido, evanescente, dal chiarore diffuso, pervaso di luce. E’ visionaria e surreale l’arte di Stefano Ornella. Quello di Salvatore Puddu è un viaggio nell’interiorità attraverso la smaterializzazione della forma. Nelle opere di Ignazio Romeo, il ferro si accoppia alla pittura ad olio su tavola.

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