Mostra a Udine sui militari italiani deportati nei lager

20 Gennaio 2022

UDINE. Una storia poco conosciuta, a lungo dimenticata. Quella dei militari italiani prigionieri nei campi di concentramento nazisti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943. In occasione del Giorno della Memoria 2022, l’Anpi – Comitato Provinciale di Udine, insieme al Comune di Udine, organizza la mostra storico-documentaria intitolata “600.000 No a Hitler e all’alleato Mussolini” dedicata agli Internati Militari Italiani (Imi).

L’esposizione sarà presentata al pubblico sabato 22 gennaio, alle 9.45, a palazzo Garzolini – Di Toppo Wassermann, in via Gemona 92. Seguirà l’inaugurazione, alle 11, alla Galleria “Tina Modotti”, che ospiterà la mostra fino al 20 febbraio. Per partecipare all’evento, è necessario essere in possesso del green pass rafforzato e prenotare scrivendo all’indirizzo email anpiudine@gmail.com o telefonando allo 0432.504813 (che risponde dal lunedì al venerdì con orario 9.30-13). Ai partecipanti sarà richiesto di indossare la mascherina Ffp2.

In seguito all’armistizio, i militari italiani furono abbandonati a se stessi. Di fronte a scelte considerate disonorevoli, rifiutarono l’offerta dei tedeschi di continuare la guerra al loro fianco e scelsero la prigionia e la deportazione nei lager di Germania e Polonia. Accettarono, spesso in solitudine, senza la protezione della Convenzione di Ginevra, le inevitabili restrizioni della libertà, l’irrisione e il marchio di traditori, quando invece si sentivano legati, nel caso degli ufficiali, al giuramento di fedeltà alla monarchia e non al regime di Salò e subirono condizioni degradanti di vita e la fame. «Questa mostra non è il risarcimento a tanti anni di oblio, ma il giusto riconoscimento di una forma silenziosa di “Resistenza”, che i militari italiani seppero attuare con una scelta consapevole tra l’appiattimento al nazifascismo e la dignità di uomini liberi», afferma Dino Spanghero, presidente dell’Anpi provinciale di Udine.

Le ricerche storiche, condotte negli ultimi anni sulla base di un’accurata documentazione ufficiale che ha ricostruito gli avvenimenti precedenti e successivi all’armistizio, parlano di un’ “altra” forma di Resistenza, una Resistenza senza armi. Vi è stato, quindi, un fiorire di pubblicazioni di testimonianze, lettere e diari divenuti finalmente patrimonio civile e culturale collettivo. La mostra, “600.000 No a Hitler e all’alleato Mussolini” vuole celebrare il sacrificio e la coerenza di quanti, tra i militari, ritennero conclusa l’esperienza bellica a fianco dei tedeschi e cominciarono, sia pure tra incertezze e inesperienze, a muovere i primi passi sulla strada del confronto democratico.

«Il Giorno della Memoria – afferma il sindaco di Udine Pietro Fontanini – rappresenta sempre di più un appuntamento sentito dalla popolazione e vissuto, come è giusto che sia, al di là delle contrapposizioni politiche che in passato hanno impedito a questo ricorrenza di essere condivisa. La memoria, sommata alla lucida comprensione dei fatti e delle loro cause, è, infatti, un patrimonio cui nessuno può rinunciare, soprattutto alla luce del preoccupante ritorno di pulsioni antisemite e di tensioni internazionali. Questa mostra e il catalogo che la accompagna, per la cui realizzazione desidero ringraziare l’Anpi e, in particolare modo, il Presidente Spangaro, si inseriscono a pieno nell’ottica di testimoniare la tragedia dell’Olocausto e della Seconda Guerra Mondiale dal punto di vista del Friuli, dando un contributo importante alla missione di mantenere viva la memoria di ciò che è stato, affinché non torni»,

L’esposizione narra la vicenda degli Imi attraverso 20 pannelli informativi, che calano i visitatori nella dimensione storica e umana dei prigionieri avvalendosi anche delle fotografie clandestine scattate, a rischio della vita, da Vittorio Vialli nel lager in cui egli stesso era detenuto. Completa la mostra un interessante video con brani dal “Diario di prigionia di Giovanni Malisani”: le parole del sottotenete friulano degli Alpini, a cui dà voce l’attore Alessandro Maione, si intrecciano al filmato di Benedetto Parisi restituendo un quadro di toccanti emozioni.

La mostra potrà essere visitata fino al 20 febbraio, con il seguente orario: venerdì 16-18.30; sabato e domenica 10-13 e 16-18.30. L’ingresso è gratuito.

L’iniziativa ha ricevuto il sostegno della Regione Fvg e il patrocinio di Ute – Università Terza Età, Arci Udine e Pordenone, Aned – sezione di Udine e Istituto Friulano per la storia del Movimento di Liberazione.

PROGRAMMA DI SABATO
Presentazione della mostra – Incontro aperto alla cittadinanza – Ore 9.45 – Università di Udine – Aula T4 di Palazzo Garzolini – Di Toppo Wasserman
Intervengono: Dino Spanghero, presidente provinciale Anpi Udine; Pietro Fontanini, sindaco di Udine; Fabrizio Cigolot, assessore alla Cultura del Comune di Udine; Flavio Fabbroni, storico e curatore della ricerca sugli Internati Militari oggetto della mostra; Mario Avagliano, storico (in collegamento da remoto).

Trasferimento alla Galleria “Tina Modotti” per l’inaugurazione – Ore 11 – Il prof. Flavio Fabbroni illustrerà ai presenti la mostra.

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