Mosaici spilimberghesi in mostra a Villa de Claricini

17 Maggio 2021

Inferno

SPILIMBERGO. Nell’ambito degli eventi organizzati dalla Fondazione de Claricini Dornpacher per i 700 anni dalla morte di Dante, si è aperta nello spazio della limonaia ottocentesca nella villa di Bottenicco (Moimacco), la mostra curata dalla Scuola Mosaicisti del Friuli (Spilimbergo) e dedicata al mosaico contemporaneo. Indagare la figura di Dante non significa soltanto confermare l’importanza della sua opera per la nascita e l’evoluzione della lingua italiana: il sapere trasmesso dai suoi scritti abbraccia la storia, le tradizioni, i valori, le forme espressive che vanno a comporre la cultura italiana, il nostro patrimonio.

Amor pungente (R. Licata)

Come la lingua italiana affonda le sue radici negli scritti di Dante, così l’arte musiva guarda ai saperi e alle tecniche del magister musivarius, che la Scuola Mosaicisti del Friuli oggi, unica in Italia, raccoglie e trasmette, formando professionisti capaci, in grado di raggiungere alti livelli di qualità esecutiva. Dunque se la “lingua di Dante” si è trasformata nel corso dei secoli per mantenere la sua funzione comunicativa, anche l’arte musiva è cresciuta, aprendosi alle proposte di materiali e tecnologie innovative e, soprattutto, rispondendo a nuove esigenze espressive. L’evoluzione e la trasformazione, necessarie per comunicare e rapportarsi con il presente, hanno portato il mosaico a dialogare con la tridimensionalità, l’arredo e il design, a sviluppare all’interno della Scuola una ricerca sulle possibili declinazioni del mosaico nella contemporaneità.

1908 Tronchi (I. Marzili)

I grandi pannelli esposti sono frutto degli incontri tra allievi e artisti internazionali: le diverse qualità formali ed espressive sono tradotte con il linguaggio musivo. L’installazione dei Tronchi e la superficie d’arredo intitolata La tovaglia dimostrano la versatilità del mosaico negli ambienti contemporanei. L’ “illusionistico” Pareidolia gioca sul concetto di distanza, determinante nell’arte musiva, ed evidenzia l’importanza per un visitatore di apprezzare la composizione di tessere da vicino e di cogliere l’armonia dei colori e la figurazione da lontano. Un richiamo ecologico in Ambiente tessera che affida al mosaico i valori del riuso, del riciclaggio e della sostenibilità, testimonianze della nostra epoca.

Lasciando la luminosa limonaia e attraversando il verdeggiante parterre si accede al “foledor” dove su un muro di sasso spicca il mostruoso Satana, personaggio della cupola dorata del “bel San Giovanni”, il battistero adiacente alla cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze dove nel 1266 Dante venne battezzato. Gli allievi del II corso dell’a.f. 2014-2015 hanno riprodotto nelle misure originali una parte della scena dell’Inferno, posto nel registro più basso della vasta rappresentazione che vede una netta divisione tra beati e dannati come Dante raccontò anche nelle sue cantiche.

La mostra rimarrà visitabile fino al 7 novembre.

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