Morire a Sarajevo. 30 anni dopo un libro e una mostra

8 Aprile 2022

UDINE. Il 5 aprile 1992 iniziava il più lungo assedio nella storia bellica della fine del XX secolo protrattosi fino al 29 febbraio 1996. In 1.425 giorni, migliaia di morti e centinaia di migliaia tra feriti e profughi. Shooting in Sarajevo, di Luigi Ottani, a cura di Roberta Biagiarelli (Bottega Errante Edizioni, 2022, pp. 128, 20€), racconta l’assedio della città di Sarajevo attraverso le fotografie/polaroid di un interessante fotografo e i testi inediti di alcune delle voci più autorevoli a livello nazionale e internazionale.

A distanza di 30 anni, viene ricordato l’assedio con la mostra fotografica di Shooting in Sarajevo che è ospitata dalla Libreria Friuli di Udine fino all’8 maggio. La mostra “Shooting in Sarajevo” è anche parte delle iniziative organizzate a Sarajevo per le celebrazioni del 30° anniversario. Fino al 9 maggio sarà quindi possibile visitare la mostra anche a Sarajevo nell’ambito del Modul Memorije 2022 – Festival Mess (www.mess.ba).

Luigi Ottani e Roberta Biagiarelli hanno iniziato a lavorare a questo progetto nella primavera del 2015. L’idea è stata quella di fotografare-shooting Sarajevo dagli stessi luoghi dai quali i cecchini tenevano sotto assedio la città e i suoi abitanti venticinque anni dopo. Gli appartamenti di Grbavica, l’Holiday Inn, la caserma Maresciallo Tito, le postazioni di montagna sono divenuti il punto di vista ideale per perdersi nella mente di chi, da quegli stessi luoghi, inquadrava per uccidere.

Sono stati giorni di attese, di passaggi di persone, uomini donne bambini, aspettando che il soggetto, ignaro, arrivasse al centro del mirino per fermare il momento. Nel progetto gli autori si sono avvalsi dell’amichevole complicità di due sarajevesi d’eccezione: Azra Nuhefendić e del veterano di guerra Jovan Divjak, oltre che del giornalista-scrittore Gigi Riva, cittadino onorario di Sarajevo, dello storico Carlo Saletti e del fotoreporter Mario Boccia. Da una finestra del quinto piano dell’hotel Holiday Inn il 6 aprile 1992 sono stati sparati i primi colpi sui civili. Da quella stessa finestra il generale Divjak ha fotografato una donna con un cappotto rosso, regalandoci così uno scatto per questo progetto condiviso.

In relazione alla mostra, la casa editrice Bottega Errante, assieme alla Libreria Friuli, proporrà il 20 aprile alle 18.30, la presentazione del libro Shooting in Sarajevo con la giornalista Azra Nuhefendić intervistata da Anna Piuzzi.

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