Monica Guerritore al Bobbio in L’anima buona di Sezuan

9 Gennaio 2020

TRIESTE. Da venerdì 10 gennaio arriva al Bobbio di Trieste, dopo aver registrato molti “tutto esaurito” nei teatri italiani, l’appuntamento più atteso di tutta la stagione, la nuova produzione Contrada: “L’anima buona di Sezuan” di Bertolt Brecht, con Monica Guerritore, straordinaria interprete che ne firma anche la regia. Lo spettacolo ha aperto il Festival di Borgio Verezzi la scorsa estate e da quel momento colleziona ottime critiche e recensioni in tutta Italia.

Scritta da Brecht negli anni ‘30 questa versione si ispira all’edizione di Strehler del 1981. In una Cina di fantasia, flagellata però da conflitti etico-sociali straordinariamente affini a quelli causati dall’attuale crisi economica globale, tre Dei scendono sulla terra alla ricerca di “un’anima buona” per scoprire che l’unica persona disposta a ospitarli per la notte è una misera prostituta. Ricompensata con una grossa somma, Shen-Te lascia il mestiere più vecchio del mondo e acquista una tabaccheria, ma tutti sfruttano la bontà della donna, che cadrebbe in rovina se ogni tanto non fingesse di sparire, presentandosi sotto le mentite spoglie di un presunto cugino, Shui-Ta, esperto uomo d’affari e per nulla generoso.

La domanda che si pose allora Brecht a cavallo tra il ’38 e il ’40 e che Strehler mise in scena a più riprese è “Come può un’anima buona sopravvivere alle tante barbarie del mondo?”. Oggi Monica Guerritore affronta la stessa questione e ripropone il testo in una versione che è un omaggio e un atto d’amore – come lei stessa ammette – nei confronti del suo maestro. Regista, oltre che interprete principale, la Guerritore ripropone una versione dell’opera di Brecht attualizzata nella drammaturgia, ma fedele a quella diretta quasi quarant’anni fa da Strehler, con Andrea Jonasson nei panni di Shen Te e Shui Ta. Come allora ritorna sul palco la piattaforma girevole su cui cambiano le scene e corrono, cadono, si azzuffano i protagonisti; ritornano i giochi e i disegni di luce ed ombra – che ora portano la firma dello straordinario light designer Pietro Sperduti – che segnano e accompagnano il passaggio dal bene al male. Ritorna il gotha dei personaggi brechtiani, così caratterizzati, tanto straniati quanto reali, e con essi il bisogno prepotente di dimostrare che i buoni possono ancora vivere su questa terra.

Insieme al doppio ruolo interpretato da Monica Guerritore per precisa scelta registica anche gli attori con cui condivide il palcoscenico prestano fisicità e carattere a più di un personaggio: Matteo Cirillo è l’aviatore arrivista e il falegname che affoga nell’alcol le sue responsabilità; Alessandro Di Somma è uno degli dei, il bambino e la vedova Li; Nicolò Giacalone è il marito e il barbiere; Enzo Gambino è l’acquaiolo e il fratello zoppo; Francesco Godina, noto attore triestino, è il nipote, il primo dio e il poliziotto strampalato; Diego Migeni è il terzo dio e la signora Mi Tzu; Lucilla Mininno è la signora Yang e la moglie.

L’anima buona di Sezuan sarà in scena al Bobbio di Trieste fino al 15 gennaio con i consueti orari del teatro: i serali alle 20.30, la domenica e il martedì le pomeridiane alle 16.30.

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