Moni Ovadia torna in Fvg con “Dio ride” (Trieste e Udine)

12 Novembre 2019

TRIESTE / UDINE. Ritorna a Trieste (e successivamente a Udine) il 14 novembre, e per la prima volta al Teatro Orazio Bobbio, dopo una lunga assenza dal Friuli Venezia Giulia Moni Ovadia, uomo di teatro e scrittore, in occasione del primo Fuori Abbonamento della Contrada. Giovedì proporrà alle 20.30, insieme alle musiche dal vivo della Moni Ovadia Stage Orchestra, il suo nuovo spettacolo “Dio Ride. Nish Koshe” – il sottotitolo Nish Koshe in yiddish vuol dire ‘così così’ – strutturato sul modello di Oylem Goylem, di cui ricorre il 25° anniversario.

Moni Ovadia in Dio ride (Foto Umberto Favretto)

Il protagonista è un vecchio ebreo errante, con nuove storie e nuove musiche. «Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro venticinque anni fa – racconta Moni Ovadia – e trasportava cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich, che raccontava storie di gente esiliata e ne cantava le canzoni. Dopo un quarto di secolo, Simkha e i suoi compagni tornano per continuare la narrazione di quel popolo in permanente attesa, per indagarne la vertiginosa spiritualità con lo stile che ha permesso loro di farsi tramite di un racconto impossibile eppure necessario, rapsodico e trasfigurato, fatto di storie e canti, di storielle e musiche, di piccole letture e riflessioni alla ricerca di un divino presente e assente, redentore che chiede di essere redento nel cammino di donne, uomini e creature viventi verso un mondo di giustizia e di pace».

Venerdì 15 novembre appuntamento con un altro Fuori Abbonamento, sempre alle 20.30: “Elena di Sparta” di e con Silvia Priori, attrice, regista e drammaturga che porterà a Trieste la sua Elena, ribaltandone il mito e rivaluta la figura della donna e le restituisce la sua dignità. Un personaggio estremamente attuale che ha sempre fatto parte del vissuto culturale e dell’immaginario popolare.

Udine, 10 novembre 2019 – Una zattera in forma di piccola scena approdava in teatro ventisei anni fa. Trasportava sei vagabondi, cinque musicanti e un narratore di nome Simkha Rabinovich. A chi sentiva il desiderio di ascoltare, Simkha raccontava storie di una gente esiliata, cantava le canzoni di quel popolo che illuminò e diede gloria alla diaspora. I musicanti lo accompagnavano con i loro strumenti e con lui rievocavano le melodie che quel mondo – fatto di comunità grandi, piccole e piccolissime – aveva creato per vivere le feste, le celebrazioni e i riti di passaggio.

Dopo aver toccato tante destinazioni e aver riscosso un successo straordinario, Moni Ovadia e i suoi compagni di avventura saranno al Teatro Nuovo Giovanni da Udine venerdì 15 novembre con Dio ride. Nish koshe, un nuovo spettacolo ispirato alla tradizione del cabaret yiddish fatto di canzoni, musiche, piccole letture e tanto umorismo, dove l’ebraicità è raccontata in modo originalissimo attraverso il paradosso e soprattutto il sorriso.

Come detto, dopo lo storico spettacolo Oylem Goylem che proprio lo scorso anno ha toccato il 25mo anniversario, Moni Ovadia torna al Giovanni da Udine venerdì sera alle 20.45 con un nuovo viaggio umoristico-paradossale nei grandi temi della spiritualità ebraica che ci permette di guardare in modo nuovo la realtà, le sue contraddizioni e anche di arginare le sue derive: perché, come ha detto lo stesso Ovadia, “L’umorismo è uno strumento poderoso per spiazzare il potere, le regole rigide, l’ossificazione del pensiero”.

Salomone “Moni” Ovadia nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita. Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista. Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.

Biglietteria del Teatro Nuovo Giovanni da Udine aperta dal martedì al sabato dalle 16 alle 19. L’acquisto dei biglietti è possibile anche online su www.teatroudine.it e www.vivaticket.it, nei punti vivaticket e alla Libreria Feltrinelli di Udine (Via Canciani), il venerdì mattina dalle 9.30 alle 13.00. La biglietteria di via Trento venerdì 15 novembre sarà attiva anche a partire da un’ora e mezza prima dell’inizio degli spettacoli. Per info: tel. 0432 248418 e biglietteria@teatroudine.it. Previste speciali riduzioni per i possessori della G-Teatrocard.

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