Mittelfest: gli estremi si toccano (anche oggi)

12 Luglio 2018

Hinkemann

CIVIDALE. Hinkemann è la produzione teatrale balcanica più premiata degli ultimi tempi: sarà stasera in Prima Nazionale, alle 20.30, nel Teatro Giovanni da Udine, nell’ambito della nuova collaborazione con Mittelfest. Igor Vuk Tobica la mette in scena uno spettacolo che turba, inquieta, e travolge per la sua pura perfezione artistica. Obiettivo raggiunto per Tobica, che dichiara di voler un teatro più “lento”, nel quale “gli spettatori si prendano tempo per il teatro e dicano ‘OK, ora lascio che il teatro agisca su di me’”.

In ambito musicale salgono sul palco cinque Millennials che propongono due generi che più distanti non potrebbero essere: alle 18, nella chiesa di San Francesco, il canto barocco del giovane soprano Francesca Aspromonte contrapposto alla band electro arabo dabke dei 47 Soul sul palco di piazza Duomo alle 23: le composizioni di G. F. Haendel e i pezzi nati in rete, attraverso i social. Alle 21, inoltre, la replica di Hero 2.0 della compagnia slovena En Knap al Teatro Ristori.

Francesca Aspromonte

Tutto quello di cui abbiamo bisogno è amore. Come quello che lega la giovane Francesca Aspromonte – per la quale ‘la critica ha esaurito gli aggettivi per descrivere le sue esibizioni’ (Pašovic) – al canto. Per Mittelfest si lascia andare sul sentiero misterioso dell’amore in Un’alma innamorata, cantata profana di Haendel, accompagnata dal magistrale Arsenale Sonoro.

Igor Vuk Torbica, nato in Bosnia, cresciuto in Croazia e residente in Serbia, è uno dei principali giovani registi dell’Europa sud-orientale. Hinkemann è un tour de force di Torbica insieme alla drammaturga Katarina PejoviCce al Teatro dei giovani di Zagabria. È la storia di un uomo che ha combattuto in guerra e è stato ferito al pene. Ma è anche il ritratto emotivo di un uomo distrutto dalla Guerra, che cerca di rimettere insieme la sua vita, la sua famiglia, il suo lavoro vivendo in una società anch’essa menomata dalla guerra appena finita. Non funziona nulla e solo un bizzarro circo è interessato al suo corpo. Hinkemann è la produzione teatrale balcanica più premiata degli ultimi tempi. Il testo è di Ernst Toller, anch’esso soldato nella Prima Guerra Mondiale, a soli 20 anni. Toller appartiene a una particolare razza di drammaturghi: irrequieto, impegnato nella vita fino al midollo.

Aveva 26 quando divenne il Presidente anarchico della breve Repubblica dei Consigli Bavaresi, e solo 27 quando venne arrestato come prigioniero politico. Trascorse quasi sei mesi in isolamento e quattro settimane facendo lo sciopero della fame nel corso dei cinque anni di carcere. Solidale con gli altri prigionieri politici, Toller rifiutò la grazia offertagli dal governo. Durante la prigionia le sue opere riscossero enorme successo in Germania. Quando uscì di prigione, Erwin Piscator, un genio del teatro europeo del XX secolo, diresse il suo capolavoro Hoppla, wir leben!(Oplà, noi viviamo!). I nazisti lo mandarono in esilio nel 1933 e un paio di anni dopo spedirono suo fratello e sua sorella in un campo di concentramento. Toller donò quasi tutti i suoi soldi per i profughi spagnoli durante la Guerra Civile Spagnola. Nel 1939 fu trovato impiccato in una camera d’albergo a New York. “Se mai leggessi che mi sono suicidato, ti prego di non crederci”, aveva detto Toller a un amico una volta.

47 Soul

“La sfida principale era suonare insieme pur non essendo nello stesso posto, ma questo ha innescato l’idea stessa di 47Soul”, dichiara El Far3i. El Far3i ed El Jehaz erano coinquilini ad Amman, Giordania, dove i loro nonni e genitori avevano cercato rifugio dopo l’espulsione dalla Palestina. Z the People è cresciuto a Washington DC prima di trasferirsi in Palestina e Walaa Sbeit è nato e cresciuto ad Haifa. Prima si sono scambiati pezzi attraverso i social, poi hanno formato la band nella capitale giordana nel 2013, dove hanno tenuto il loro primo concerto. Nel 2014 hanno avuto l’opportunità di fare numerosi concerti in Gran Bretagna e nel 2015 e 2016 si sono esibiti al Glastonbury Festival. Sono riusciti a esibirsi anche in Cisgiordania per la prima volta nel 2016. I 47Soul sono una band electro arabo dabke (Shamstep). Questa nuova sonorità dei 47Soul ha ben presto conquistato fan nei paesi arabi e in Europa, facendo esplodere il suono electro arabo dabke sulla scena musicale underground.

Emozione e commozione, ieri sera, a Mittelfest, nel segno della pace, di un’Europa senza confini e senza muri, commemorando i “Ragazzi del ’99”, al centro del grande concerto sinfonico che ha affollato la chiesa di San Francesco e ha portato sul palco l’orchestra di Lubiana e la Filarmonica di Sarajevo, al pianoforte Viviana Lasaracina e la voce dell’attore Paolo Mutti, che ha recitato in italiano, tedesco e sloveno e friulano il testo di Angelo Floramo con 100 ragazzi di diverse nazioni d’Europa. Un minuto di silenzio ha preceduto l’avvio del concerto, nel ricordo commosso non solo dei giovani millennials che persero la vita nella Prima Guerra Mondiale, ma anche per la commemorazione, ieri, dell’anniversario del massacro di Srebrenica. Un clima toccante che già si era creato alle 21, nella chiesa di S.Maria dei Battuti, dove la prestigiosa regista bosniaca Jasmila Zbanic (Orso d’Oro al festival di Berlino per il film “Grbavica”) – che aveva 17 anni nei giorni bui in cui iniziò l’assedio di Sarajevo – e che durante la guerra ha studiato come regista all’Accademia di arti dello spettacolo ed è stata studentessa di Haris Pasovic, direttore artistico di Mittelfest – ha inaugurato la sua installazione artistica Razor Wire Ensemble (aperta tutti i giorni dalle 11 alle 13 e dalle 18 alle 21), progetto multimediale sul nostro mondo drammaticamente avvolto dal filo spinato.

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