Mezzo secolo di San Daniele nelle foto di Ezio Gallino

25 Settembre 2016

gallinoSAN DANIELE. La vita di una comunità scandita da eventi ufficiali e incontri sociali, vista con gli occhi (e l’obiettivo) di un testimone sempre presente per oltre mezzo secolo a San Daniele, con l’immancabile macchina fotografica al collo. Dopo un arco di tempo così ampio, è giunto il momento di ”restituire” a questa comunità i suoi ricordi, il ”come eravamo”, la nostalgia del bel tempo andato… Questo lo scopo della mostra ”50 anni di San Daniele attraverso l’obiettivo di Ezio Gallino”, allestita con la collaborazione – tra i tanti – del Comune nel Museo del Territorio (ex-ospedale). Inaugurazione affollata e partecipata quella che si è svolta sabato pomeriggio nella cittadina collinare, con il prologo di rito. Gli interventi, nell’ordine, del Sindaco Paolo Menis, del direttore della Biblioteca Guarneriana Angelo Floramo, del consigliere regionale Enio Agnola e di un rappresentante del locale Circolo fotografico hanno in diversa misura e da diverse angolazioni tratteggiato la figura umana e professionale di Ezio Gallino, la sua valenza quale testimone della vita di una comunità, l’esempio che operazioni di questo tipo – la mostra, cioè – debbano servire da punto di riferimento anche per altri paesi friulani sempre più desiderosi di rinsaldare la propria identità.

Cinquant’anni di scatti sono tanti, un’enormità. Non è difficile immaginare il pesante lavoro di scelta che l’autore – per anni, tra l’altro, valido e fedele collaboratore del Messaggero Veneto (le foto), assieme a Francesco Ciani (la penna) – ha dovuto sobbarcarsi. Per arrivare da migliaia a un centinaio (111 per la precisione) che sono messe lì in una mostra sobria che segue il cammino del tempo, dal 1966 a oggi. Un’esposizione – lo dice chiaro il titolo – fatta soprattutto per i sandanielesi, presenti o… emigrati, di ieri e di oggi, ma che lascia intravedere qua e là – a chi sa coglierlo – momenti di costume, di fede popolare, di ufficialità spesso orgogliosa (con gli occhi di oggi magari un po’ tronfia), di tenerezza velata. Ragioni queste, aggiunte a tante altre, che però dovrebbero esser di richiamo anche per i ”foresti”, a cominciare dai paesi vicini (a cui il fotografo sta già pensando di dedicare specifiche esposizioni).

Al termine della visita può emergere la domanda: bravo artigiano, artista o entrambi? Ciascuno, com’è giusto, avrà la propria, personale risposta. Ma non può sfuggire l’onestà intellettuale di Ezio Gallino, fotografo in San Daniele. Prima di affrontare l’esposizione (e le ripide rampe di scale che portano alla sala), c’è infatti un’immagine che colpisce. La riproduzione del ”libretto di lavoro” di Gallino, che porta la data del 13 aprile 1957. L’allora quindicenne cominciò il ”garzonato” dal fotografo Sante Tus, detto Santin, prendendo confidenza con quella che per lui era una ”camera oscura”. In tutti i sensi. Poi pian piano i primi scatti, altri scatti e ancora scatti. E non si è più fermato…

La mostra sarà visitabile, a ingresso libero, fino al 30 ottobre con i seguenti orari: venerdì 9.30-12.30, sabato 9.30-12.30 e 14.30-18, domenica 14.30-18. Informazioni: 0432 946560 – info@guarneriana.it

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