Lo spettacolo (tra parentesi) ora è anche un libro

20 Dicembre 2019

Dall’Acqua e Cirri in scena (Foto Fabrizio Caperchi)

TRIESTE, Più di cinquanta repliche, cinquemila spettatori, lo spettacolo teatrale (Tra parentesi), prodotto dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia oggi è diventato un libro. racconto-testimonianza della “rivoluzione” basagliana entra a far parte dei titoli della Collana 180 delle Edizioni Alpha Beta Verlag di Merano. Il volume sarà presentato al pubblico sabato 21 dicembre alle 18 al Caffè Rossetti di Trieste, con ingresso libero: Sergia Adamo, critica letteraria e docente dell’Università di Trieste guiderà l’incontro con gli autori Peppe Dell’Acqua e Massimo Cirri, la regista Erika Rossi e Franco Però, direttore de Il Rossetti, che ha fortemente voluto lo spettacolo, prodotto in occasione del quarantesimo anniversario dell’approvazione della legge 180.

Nelle pagine intense di “(tra parentesi) La vera storia di un’impensabile liberazione” (2019, Euro 12, pp. 152) quella “rivoluzione” impensabile prende di nuovo vita. Peppe Dell’Acqua racconta gli anni memorabili trascorsi con Basaglia quando la malattia mentale fu messa “tra parentesi” e i malati, da internati senza più un nome, tornarono a essere cittadini, persone, individui. Lo fa con delicatezza e non senza emozione, dipanando il filo dei ricordi e inanellando curiosi aneddoti, incalzato da un partner d’eccezione, Massimo Cirri. così forma un dialogo narrativo che ricostruisce la vicenda umana e professionale di Franco Basaglia, dall’esperienza goriziana fino all’apertura del manicomio di Trieste con il corteo di Marco Cavallo per le vie cittadine.

”Peppe Dell’Acqua è un narratore naturale. Raccontare, annodare significati, perdersi nell’infinità dei dettagli, intrecciare il prima con l’adesso gli piace e gli viene bene. Credo sia un misto tra Dna e allenamento. Credo c’entri il lavoro che ha fatto e continua a fare: ascoltare le persone, districare sofferenze, incrostazioni. Cercare il senso della questione quando se ne sta nascosto in una piega della vita o in un cantuccio del manicomio” commenta Massimo Cirri.

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