Lo scrittore Bjorn Larsson protagonista di Dedica 2017

21 Dicembre 2016

PORDENONE. Lo scrittore svedese Björn Larsson, uno degli autori scandinavi più amati in Italia, che con i propri romanzi ha avuto fra l’altro il grande merito di essere stato fra gli scrittori che hanno aiutato a colmare la distanza culturale con la Svezia molto prima dell’invasione di thriller made in Scandinavia, sarà il protagonista della 23. edizione di Dedica. Il festival sarà inaugurato nel Teatro Verdi di Pordenone l’11 marzo 2017, per proseguire fino al 18 marzo, organizzato dall’Associazione Thesis con la direzione di Claudio Cattaruzza, che torna al timone artistico della rassegna.

Dedica mantiene intatta la formula di successo: qualità, originalità e il valore immenso e raro, al giorno d’oggi, dell’approfondimento su un singolo autore. “Una cifra che ne fa non solo un evento di eccellenza fra le manifestazioni culturali del Friuli Venezia Giulia – sottolinea il presidente dell’associazione Thesis Antonino Frusteri – e prezioso patrimonio culturale per la città di Pordenone, ma un unicum nel panorama letterario nazionale”. Dialoghi, conferenze, teatro, cinema, musica, con il protagonista del festival e con personaggi legati al suo mondo che si daranno appuntamento a Pordenone: Dedica seguirà ancora una volta questo percorso.

Nato a Jönköping, in Svezia, nel 1953, Larsson insegna all’università di Lund e vive in Danimarca, a Gilleleje, piccolo villaggio di pescatori non lontano dal castello di Amleto. “Perfettamente trilingue, filologo e traduttore dal danese, inglese e francese – ecco il ritratto che traccia di Larsson Cattaruzza – personaggio dalla vita alquanto singolare, spirito libero e ribelle, per sette anni ha vissuto con la moglie a bordo della sua barca a vela, il Rustica, navigando nell’Atlantico e nel Mare del Nord, perdendosi senza tempo, condizione dalla quale gli deriva una certa idea di mondo e di libertà, intesa sia a livello individuale che come bisogno collettivo”.

“Scrivo – ha dichiarato recentemente Larsson in un’intervista – per avere un’opportunità di entrare in un mondo dove non sono mai stato, per esplorare altri modi di pensare, altre emozioni. In una parola, scrivo per cambiare il mondo. E l’unico modo di cambiare il mondo è cambiare gli atteggiamenti, per offrire alle persone libertà, nuove occasioni per riflettere ed emozionarsi”.

L’esperienza di quel periodo sul Rustica e la sua grande passione per il mare e la navigazione costituiscono una fertile fonte di ispirazione al suo primo romanzo Il Cerchio Celtico, del 1992, che lo consacrerà al successo internazionale e con il quale in Italia si aggiudicherà il Premio Boccaccio Europa 2000. Narrando le avventure di un appassionato navigatore di barca a vela che intraprende un viaggio alla ricerca di una misteriosa società segreta celtica, Larsson costruisce un originale thriller di mare, intellettuale e politico allo stesso tempo.

La sua abilità nell’unire al genere fantastico una più profonda attenzione al racconto psicologico e alla ricostruzione storica sarà il motivo della grande accoglienza della Vera storia del pirata Long John Silver, pubblicato per la prima volta nel 1995, romanzo che appartiene senza dubbio a quei libri che danno pura gioia, facendo vibrare dentro di noi tutte le corde del nostro amore per la lettura. Narra le vicende di quell’ambiguo e inquietante pirata dell’Isola del tesoro che Stevenson abbandona volutamente nel mistero. “L’io narrante è Silver – racconta Cattaruzza – che, ormai vecchio, al termine della sua carriera, dallo splendido esilio del Madagascar racconta le sue memorie: la sua infanzia avventurosa, la scelta del mare, l’amputazione della gamba e le altre vicissitudini di un incredibile viaggio di libertà che è anche e soprattutto un viaggio esistenziale. Questo e non solo comprende il libro di Larsson che dal racconto biografico di Silver parte per allargarsi all’affresco storico, fino ad arrivare al gioco metaletterario che vede il protagonista dialogare con Defoe. Dopo l’ottima accoglienza in Svezia, il romanzo ha riscosso un grande successo internazionale: in Germania sono stati acquistati i diritti per una cifra mai ottenuta da un libro svedese; in Francia se ne sono contesi i diritti 11 case editrici; e persino l’Inghilterra, toccata in un suo genere di competenza quale quello della pirateria, lo ha accolto con entusiasmo”.

Sull’onda del successo della Vera storia del pirata Long John Silver, Larsson scrive nel 1997 Il porto dei sogni incrociati, in cui si ispira nuovamente alle suggestioni dei racconti di mare, libro che si è aggiudicato nel 1999 in Francia il prestigioso Prix Médicis e in Italia il Premio La Cultura del Mare 2002. Nel 1999 con L’occhio del male, tradotto e pubblicato in Italia nel 2002, Larsson – ancora Cattaruzza – abbandona le distese marine, affrontando con straordinaria chiaroveggenza gli eventi di estremismo e terrorismo islamico di questi ultimi mesi e mostrandone i sottili meccanismi. Il romanzo, con cui Larsson si è aggiudicato il prestigioso Premio Elsa Morante per l’autore straniero nel 2002, è ambientato in un cantiere della metropolitana di Parigi, che si configura come luogo ideale per violenze, soprusi, intolleranza razziale e per un attentato”.

Larsson ritorna al tema caro del viaggio per mare con La saggezza del mare (Iperborea, 2003), sorta di diario di bordo interiore che l’autore scrive durante gli anni passati senza fissa dimora con la barca come unica casa. Esprime il suo rigoroso impegno civile in Il segreto di Inga (Iperborea, 2005), un’avvincente storia di spionaggio che è anche indagine negli abissi dell’animo umano. Nel 2005 pubblica in francese il romanzo autobiografico Besoin de liberté (che Iperborea traduce nel 2007 con il titolo Bisogno di libertà), autobiografico, in cui racconta il suo percorso verso la libertà, filo rosso che unisce i suoi multiformi personaggi.

In Otto personaggi in cerca (con autore), Iperborea 2009, racconta di nove personaggi col desiderio di scoprire qualcosa che cambi il corso della storia e delle loro vite. Ma le loro scoperte scientifiche portano al disvelamento di qualcosa di ancora più prezioso: alla fine sarà la vita a vincere, a trasformare il mondo, a rivelare una realtà più grande del sogno. Seguono, poi, I poeti morti non scrivono gialli (2010), L’ultima avventura del pirata Long John Silver (2013), Diario di bordo di uno scrittore (2014) e Raccontare il mare (2015).

Dedica, promossa dall’Associazione Culturale Thesis di Pordenone, è sostenuta in particolare dalla Regione, dal Comune di Pordenone e dalla Fondazione Crup cui si aggiungono altri soggetti privati.

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